Due petroliere degli Emirati Arabi Uniti sono state colpite nella notte da missili da crociera iraniani mentre navigavano lungo la rotta meridionale dello Stretto, nelle acque territoriali dell’Oman. Un marinaio indiano è morto e altri otto membri degli equipaggi sono rimasti feriti, quattro dei quali in modo grave.
Secondo il ministero della Difesa emiratino, i missili hanno centrato le petroliere Mombasa e Al Bahiyah, provocando incendi poi domati. Tra i feriti ci sono sei cittadini indiani e due ucraini. Abu Dhabi ha denunciato una “escalation” e si è riservata “il pieno diritto di rispondere e di adottare tutte le misure necessarie” per proteggere il Paese.
Gli Stati Uniti hanno intanto completato la terza serie di bombardamenti contro l’Iran in una settimana. Nel mirino, secondo Washington, sono finite decine di strutture militari utilizzate per lanciare missili e droni contro le navi in transito nello Stretto. Cinque esplosioni sono state segnalate a ovest di Bandar Abbas, principale porto iraniano dell’area.
Donald Trump ha inoltre minacciato di colpire Pickaxe Mountain, un complesso sotterraneo di tunnel vicino a Natanz ritenuto collegato al programma nucleare iraniano. Una fonte della sicurezza di Teheran, citata dalla Cnn, ha promesso una “risposta devastante” contro i soldati americani e gli alleati regionali degli Stati Uniti in caso di attacco.
Teheran colpisce Bahrein e Giordania
I Pasdaran hanno rivendicato attacchi con missili e droni contro installazioni statunitensi in Bahrein, sede della Quinta flotta americana. Secondo Teheran sarebbero stati colpiti depositi di armi e carburante, centri per le comunicazioni satellitari, radar Patriot e C-Ram e strutture residenziali delle forze Usa. Non vi sono conferme indipendenti sull’entità dei danni.
L’Iran ha inoltre annunciato di avere preso di mira una base americana in Giordania. L’esercito di Amman ha riferito di avere intercettato e abbattuto quattro missili entrati nello spazio aereo giordano dal territorio iraniano.
Trump: “Saremo rimborsati”
Trump ha ribadito che saranno gli Stati Uniti a garantire la navigazione nello Stretto. “Controlleremo noi Hormuz”, ha dichiarato, aggiungendo che Washington intende farsi rimborsare dai ricchi Paesi del Golfo per la protezione fornita: “Stiamo spendendo soldi e saremo rimborsati”.
Il presidente ha comunque lasciato aperta la possibilità di un nuovo accordo con Teheran, pur sostenendo che l’intesa raggiunta il mese scorso fosse servita a “mettere alla prova” l’Iran: “Non hanno superato la prova”.
Teheran ha replicato che lo Stretto “non verrà mai riaperto a causa di guerre, aggressioni o trasgressioni americane” e che soltanto il rispetto dei diritti iraniani potrà consentire la ripresa del traffico. La nuova escalation spinge intanto al rialzo il petrolio: il Wti ha superato quota 80 dollari al barile.





