L’ultima crociata del principe Harry contro la stampa britannica si è conclusa martedì con una sconfitta definita dagli esperti “umiliante”. L’Alta Corte del Regno Unito ha respinto tutte le 97 accuse di raccolta illegale di notizie mosse contro il Daily Mail, in una causa da 63 milioni di dollari che coinvolgeva anche Sir Elton John ed Elizabeth Hurley. La sentenza arriva in un momento già delicato per il duca di Sussex. Secondo fonti reali, Re Carlo III avrebbe revocato l’invito a ospitare Harry e la sua famiglia a Buckingham Palace. Commentatori britannici hanno parlato di “ricatto emotivo” e di una gestione caotica della visita. Ma il vero disastro, secondo gli analisti, è finanziario.
Dan Wakeford, ex direttore di People, ha spiegato che le cause intentate da Harry contro tre testate britanniche avrebbero già generato decine di milioni di sterline di spese. Solo il caso contro il Daily Mail avrebbe comportato costi stimati in 38 milioni di dollari. E, secondo la legge britannica, chi perde paga non solo i propri avvocati, ma anche parte delle spese della controparte. La coppia, che già sostiene 3 milioni di dollari l’anno per la sicurezza privata e un mutuo sulla villa di Montecito, ha perso contratti multimilionari con Spotify e ha visto ridimensionato l’accordo con Netflix. Il marchio lifestyle di Meghan, As Ever, sarebbe in difficoltà nel vendere le scorte invendute della sua marmellata. Sul piano reputazionale, Tom Sykes del Daily Beast parla di un Harry “ridicolizzato” in aula, apparso “arrogante e presuntuoso”.
Il giudice Nicklin ha criticato l’uso di semplici “inferenze” per sostenere accuse di intercettazioni e furto di cartelle cliniche. Paul Dacre, ex direttore del Daily Mail, ha espresso “compassione” per Harry, ma ha definito la causa “un attacco fallimentare alla libertà di stampa”, ricordando che Diana considerava il Mail “il suo giornale”.




