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difesa aerea, droni

Raid Usa colpiscono 80 obiettivi nello Stretto di Hormuz. Teheran: “Violato il memorandum”

mercoledì, 8 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di raid contro l’Iran nello Stretto di Hormuz, colpendo oltre 80 obiettivi militari, sistemi di difesa aerea, reti di comando, radar costieri e più di 60 imbarcazioni e due basi nella provincia di Bushehr. Le autorità locali parlano di un morto e due feriti. Washington presenta l’operazione come risposta agli attacchi contro tre navi commerciali nello Stretto, che hanno fatto saltare un cessate il fuoco già fragile.

L’escalation ha spinto il petrolio al rialzo: il Wti è salito a 72,77 dollari al barile (+3,3%), il Brent a 72,48 dollari (+2,9%).
Da Ankara, dove partecipa al vertice Nato, Donald Trump ha dichiarato che “il cessate il fuoco è finito” e ha accusato l’Iran di essere “malato e bugiardo”. Secondo Axios, il Presidente avrebbe approvato i raid durante il summit, dopo una riunione con Pete Hegseth, Marco Rubio, Scott Bessent e il capo di Stato Maggiore congiunto Dan Caine. Un funzionario americano ha descritto l’operazione come “quattro o cinque volte più estesa e potente” degli attacchi di fine giugno.

Nato con Washington, Ue più cauta

Il Segretario generale Mark Rutte, da Ankara, ha definito la reazione americana “assolutamente necessaria”. “Se c’è un cessate il fuoco e l’Iran lo viola, gli Stati Uniti devono reagire con forza”, ha detto. Rutte ha aggiunto che gli alleati ribadiranno il no a capacità nucleari iraniane e l’importanza della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, “cruciale” per tutti i 32 Paesi dell’Alleanza.

Più cauta l’Unione europea. Kaja Kallas ha definito “inaccettabili” gli attacchi iraniani contro Bahrein e Kuwait, ma ha avvertito che i nuovi raid “complicano ulteriormente” negoziati già tesi. Lunedì i ministri degli Esteri Ue incontreranno gli omologhi del Golfo per discutere la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto sapere che non risultano italiani coinvolti e che la priorità resta la sicurezza del personale italiano nei teatri operativi internazionali.

La risposta iraniana

Teheran accusa invece Washington di aver violato il memorandum d’intesa. Il Presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf ha denunciato “gravi violazioni”, citando i raid americani, le nuove sanzioni sul petrolio, le minacce di altri attacchi, le interferenze nello Stretto di Hormuz e i bombardamenti israeliani in Libano. “L’era del bullismo e dell’estorsione è finita. Non ci pieghiamo”, ha scritto su X.

Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha annunciato “misure decisive” per difendere sicurezza nazionale e interessi iraniani. Le forze armate hanno ribadito che Teheran “non permetterà alcuna interferenza” nella gestione dello Stretto.
Le Guardie rivoluzionarie hanno rivendicato una rappresaglia contro installazioni militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, sostenendo di aver colpito 85 obiettivi con missili e droni e abbattuto un MQ-9 americano sopra Khormuj, nel Bushehr. Il Kuwait ha confermato l’attivazione delle difese aeree contro “attacchi ostili con missili e droni”, precisando che le esplosioni udite nel Paese erano intercettazioni riuscite. In Bahrein sono risuonate più volte le sirene antiaeree.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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