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Carlo Calenda

Calenda: “Europa senza leadership, così rischiamo di diventare colonie”

domenica, 5 Luglio 2026
2 minuti di lettura

L’Europa deve cambiare struttura, dotarsi di strumenti federali e uscire dalla logica dei veti nazionali. Altrimenti, nelle nuove “ere degli imperi”, rischia di non essere più un soggetto politico autonomo, ma una colonia. Carlo Calenda, leader di Azione, lo ha detto in video collegamento a ‘Pantelleria, Mediterraneo d’Autore’, la rassegna promossa da Myrta Merlino e Valentina Fontana. “Non sento una leadership europea che proponga qualcosa; non li sento, non propongono nulla”, ha affermato Calenda. “Così è chiaro che non andremo avanti e rischiamo di diventare, nelle nuove ere degli imperi, non più imperi, ma colonie”.
Il leader di Azione ha indicato il nodo istituzionale come punto decisivo. Secondo Calenda, l’Europa non può reggere le sfide globali senza una struttura federale. Questo significa, ha spiegato, superare il diritto di veto, rafforzare il bilancio comune e creare strumenti di debito federale. Oggi, ha osservato, il bilancio europeo vale solo l’1% del Pil dell’Unione, mentre quello federale degli Stati Uniti arriva al 23%. Anche sul debito, il divario resta ampio: in Europa il debito resta in larga parte sulle spalle dei singoli Stati, con l’eccezione del 4,5% legato al Pnrr.

Linea di credito

Da qui la proposta di una linea di credito europea da mille miliardi, sul modello in parte già sperimentato con il Pnrr, destinata a tre priorità. La prima riguarda la tecnologia necessaria per costruire una Nato europea. La seconda passa dall’accelerazione della transizione energetica, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore indipendenza. La terza riguarda il sostegno alle industrie. Calenda ha indicato anche una possibile copertura finanziaria: “Il debito si ripaga abbondantemente con un dazio trasversale del 10% sulle merci cinesi”. Una misura che, nelle sue parole, servirebbe a rispondere ai “tre imperialismi” che assediano l’Europa e a rafforzare la capacità politica, economica e industriale dell’Unione.
Il leader di Azione ha affrontato anche il tema della legge elettorale e del posizionamento politico del suo partito. Secondo Calenda, con gli attuali sondaggi Azione potrebbe ottenere più parlamentari rispetto a oggi, anche per l’assenza dei collegi nella nuova legge. Ma, ha precisato, il problema non è la quantità dei voti.

Area politica autonoma

“Noi andiamo al Centro con Pina Picierno, i Liberal Democratici, chiunque sia nell’area centrale”, ha detto. L’obiettivo dichiarato resta la costruzione di un’area politica autonoma, capace di rompere lo schema delle grandi coalizioni elastiche. Calenda ha spiegato di aver ricevuto offerte sia dalla destra sia dalla sinistra, ma di aver sempre indicato come priorità la nascita di un centro indipendente. Secondo il leader di Azione, alle prossime elezioni le coalizioni potrebbero diventare cinque: “Una coalizione alla sinistra della sinistra, la sinistra, il centro, la destra e Vannacci”. In questo scenario, ha sostenuto, nessuno otterrebbe il premio di maggioranza e il sistema finirebbe per trasformarsi in un proporzionale puro.
In un sistema proporzionale, ha aggiunto Calenda, gli accordi si fanno dopo il voto, non prima. Ma non su “programmi fantasma che spariscono il giorno dopo”: devono invece basarsi su ciò che si vuole davvero realizzare. Il leader di Azione non ha escluso coalizioni successive alle elezioni, ma ha posto alcune condizioni politiche.

No compromessi

Non si possono fare compromessi sul federalismo europeo, sulla costruzione della difesa europea, sul sistema industriale ed energetico europeo, sul respingere la Cina sui prodotti”, ha affermato. Sono questi, per Calenda, i punti essenziali sui quali il centro dovrà misurare la propria funzione politica. “Poi saranno i cittadini, sovrani, a decidere se sia un ruolo meritevole di essere rappresentato in Parlamento o meno”.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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