Una consulente scolastica dell’Oregon è finita al centro di una tempesta politica e mediatica dopo che un suo libro per bambini sul concetto di “famiglia scelta” è riemerso online, scatenando critiche da parte di gruppi conservatori.
Il volume, ‘A Kids Book About Chosen Family’, scritto da Madi Bourdon della Milwaukie High School & Academy of the Arts, è rivolto a bambini tra i 5 e i 9 anni e affronta l’idea che la famiglia possa essere composta anche da persone non legate biologicamente, ma capaci di offrire amore, sicurezza e accettazione. Bourdon spiega che il libro vuole semplicemente invitare i bambini a riflettere sull’importanza di circondarsi di persone che li sostengono “per ciò che sono”, indipendentemente dal legame di sangue.
Alcuni commentatori conservatori sostengono che il libro incoraggi i minori a prendere le distanze dai genitori che non accettano la loro identità di genere. “Non sempre i membri della famiglia biologica sono quelli che costituiscono la famiglia nel modo che conta davvero”, afferma Bourdon nel video, che mostra sullo sfondo una bandiera arcobaleno e un cartello “Black Lives Matter”.
Per i critici, questi elementi dimostrerebbero un intento politico. Jennifer McWilliams, co‑fondatrice del gruppo Courage Is A Habit, ha scritto che Bourdon “crede che i bambini debbano scegliere la propria famiglia e che quella in cui sono nati non sia più importante di una famiglia scelta”. Bourdon respinge le accuse, sostenendo che il libro non invita i bambini a “tagliare i ponti” con i genitori, ma a riconoscere che, in un periodo segnato da leggi e retoriche ostili verso comunità marginalizzate, le famiglie scelte possono offrire un sostegno fondamentale.
La scuola ha preso le distanze dalla polemica. Il concetto di “famiglia scelta”, nato nelle comunità queer come forma di protezione e solidarietà, si ritrova ora al centro di un dibattito che coinvolge genitori, attivisti, scuole e legislatori.





