Starlink domina da anni il settore dell’internet satellitare, con oltre 12 milioni di utenti e più di 10.000 satelliti in orbita. Ma la Cina sta preparando un concorrente ambizioso: SpaceSail, progetto statale lanciato nel 2023 e sostenuto da finanziamenti pubblici e istituti di ricerca. Con appena qualche centinaio di satelliti attivi, SpaceSail è ancora lontana dalla scala di Starlink, ma ha già raggiunto la massa critica per avviare le prime applicazioni commerciali. Secondo Blaine Curcio, analista di Orbital Gateway Consulting, SpaceSail sta “deliberatamente puntando” ai Paesi dove Starlink ha incontrato ostacoli politici o regolatori.
Il progetto, noto anche come Qianfan (“Mille Vele”), è gestito dalla Shanghai Spacecom Satellite Technology (SSST) e finanziato dal governo municipale di Shanghai e dall’Accademia delle Scienze cinese, con un investimento iniziale di 6,7 miliardi di yuan. SpaceSail è interamente sostenuta da capitali cinesi.
La costellazione è cresciuta rapidamente: tre lanci nel 2024 hanno portato in orbita 54 satelliti, seguiti da ulteriori missioni fino a superare quota 200 nel giugno 2026. L’obiettivo è raggiungere 648 satelliti entro il 2026 e oltre 15.000 entro il 2030, per una copertura globale completa. SpaceSail deve però competere anche in patria, dove SatNet — altro colosso statale — sta costruendo la costellazione Guowang, più orientata alla sicurezza nazionale.
La società è già in trattativa con 30 Paesi e ha ottenuto successi significativi dove Starlink ha incontrato resistenze. In Brasile, dopo lo scontro tra Musk e le autorità sulla moderazione dei contenuti su X, l’agenzia Anatel ha autorizzato SpaceSail a operare. In Kazakistan, la società ha registrato una filiale dopo che le trattative con Starlink si erano arenate per questioni di sicurezza dei dati. A dicembre, SpaceSail ha firmato un accordo con Airbus per offrire connettività satellitare sui voli commerciali europei.





