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Russia, carburante razionato in 15 regioni. Kiev denuncia un’offensiva su tutti i fronti

mercoledì, 24 Giugno 2026
2 minuti di lettura

La guerra torna a pesare anche sul mercato interno russo. Almeno 15 regioni della Federazione hanno introdotto restrizioni alla vendita di carburante, nel tentativo di contenere la carenza di benzina e gasolio. Secondo i media ucraini, i limiti riguardano anche il distretto autonomo di Khanty Mansi, principale area petrolifera del Paese, da cui arriva circa il 40 per cento dell’estrazione russa.

Nelle stazioni Gazpromneft e Lukoil della regione sono consentiti al massimo 40 litri di benzina e 80 di gasolio a persona. Misure simili, insieme al divieto di riempire taniche, sarebbero state introdotte anche nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Kursk, Tyumen, Novosibirsk, Saratov, Penza, Omsk, Voronezh e Murmansk, oltre che nel Territorio di Krasnoyarsk. Le autorità locali parlano di misure necessarie per “prevenire carenze artificiali” e contenere “una domanda eccessiva”.

Blackout a Kherson, droni in Crimea

Sul terreno, la pressione resta alta soprattutto nel sud. Nella parte della regione ucraina di Kherson occupata dai russi è in corso un’interruzione totale o parziale dell’energia elettrica in tutti i distretti, secondo quanto riferito dal governatore installato da Mosca, Vladimir Saldo. Nelle ore precedenti un attacco ucraino aveva provocato un blackout anche a Sebastopoli, in Crimea.
Kiev sostiene inoltre di avere distrutto droni marini russi dotati di Starlink, nonostante il divieto annunciato a febbraio da Elon Musk sull’uso del sistema da parte di Mosca. “Le imbarcazioni distrutte erano dotate di Starlink, poiché il nemico non possiede altri sistemi di controllo a lungo raggio”, ha dichiarato Serhii Beskrestnov, consigliere del ministero della Difesa ucraino, dopo un attacco russo con mezzi di superficie senza equipaggio nel Mar Nero.

Kiev: offensiva russa su vasta scala

Secondo Viktor Tregubov, portavoce della task force congiunta delle forze armate ucraine, l’esercito russo ha intensificato le operazioni “in tutti i settori” controllati da Kiev. “Si tratta effettivamente di un’offensiva su vasta scala in corso. In un modo o nell’altro, prima o poi si placherà”, ha detto a Ukrinform.
Nell’area di responsabilità della task force si registrerebbero fino a 37 scontri al giorno e circa 300 perdite russe quotidiane, secondo la stima ucraina. A Vovchansk, ha aggiunto Tregubov, Mosca starebbe aumentando la pressione senza ottenere risultati significativi. “Portano i mezzi per la costruzione del ponte fino al fiume Vovcha, nel centro della città, tentano di posizionarlo sul fiume, ma è distrutto sul posto da un drone”.

Zelensky chiede negoziati seri

Nel discorso serale, Volodymyr Zelensky ha rilanciato la richiesta di un negoziato reale per chiudere la guerra. “Persino i russi sono scontenti dei combattimenti in corso”, ha detto il presidente ucraino. Secondo Zelensky, “la maggioranza in Russia sta già discutendo con Putin sul fatto che la sua guerra non ha fine” e le difficoltà interne dovrebbero avvicinare i cittadini russi all’idea che “la loro guerra esiste davvero” e “deve finire”.
Da Mosca, Vladimir Putin ha ribadito che la Russia è pronta a trattare sulla base dei cosiddetti accordi di Istanbul del 2022, mai riconosciuti da Kiev come intesa firmata. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha detto che Mosca è pronta a riprendere i colloqui “in qualsiasi momento, da dove sono stati interrotti”, ma ha attaccato Zelensky definendolo un “Fuhrer” e accusandolo di porre condizioni “irrealistiche e sfacciate”.

L’Ue: parole a basso costo

Bruxelles ha respinto le aperture russe. “Quando si tratta della Russia, le parole costano sempre molto poco”, ha detto Anitta Hipper, portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri. Secondo l’Ue, Mosca “non mostra alcun segno di un interesse genuino” per i negoziati.
Intanto il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha chiesto di integrare l’Ucraina nella futura architettura militare europea. “Sarebbe difficile da comprendere se noi, in Europa, non considerassimo come nostro interesse vitale l’integrazione delle forze armate ucraine nella nostra architettura di difesa europea”, ha dichiarato a Bruxelles.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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