Una nuova scoperta nella necropoli di Heliopolis, l’antica città egizia citata più volte nella Bibbia, sta attirando l’attenzione degli archeologi di tutto il mondo. Il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano ha annunciato il ritrovamento di un corredo funerario quasi completo, rinvenuto sotto una struttura sepolcrale nel sito di Panhesy, nel distretto archeologico di Matariya, al Cairo. Il cimitero, utilizzato dal Tardo Periodo egizio fino all’epoca romana e poi cristiana, ha restituito una serie di oggetti straordinariamente conservati. Tra questi spiccano cinque paia di orecchini in metallo giallo, probabilmente oro, accompagnati da scarabei scolpiti, piccoli amuleti, contenitori cosmetici e un specchio in rame.
Due vasetti in alabastro conservano ancora tracce di antichi cosmetici, mentre un terzo contenitore, ricavato da ossidiana nera, testimonia l’uso di materiali preziosi e importati. Gli archeologi hanno inoltre recuperato quattro pietre, tra cui due probabili agate, una gemma molto apprezzata nell’antichità. Secondo gli esperti, si tratta del primo assemblaggio funerario quasi integro mai rinvenuto nell’area, un elemento che potrebbe aiutare a ricostruire le pratiche rituali delle élite locali attraverso diverse epoche.
Heliopolis — chiamata “On” nei testi biblici — è legata alla figura di Giuseppe attraverso Asenat, figlia di un sacerdote della città. La scoperta si inserisce in una stagione particolarmente ricca per l’archeologia egiziana: nelle scorse settimane è stato annunciato il ritrovamento di un frammento dell’Iliade su una mummia di epoca romana e, poco prima, di otto rari papiri rimasti illeggibili per tremila anni. Il sito di Panhesy, spiegano gli archeologi, continua a rivelare strutture in mattoni crudi e calcare, oltre a bare frammentarie che testimoniano una lunga continuità d’uso.





