Decine di cittadini americani che avevano recentemente ottenuto la cittadinanza canadese per discendenza si sono visti recapitare una lettera inattesa: il Ministero dell’Immigrazione chiede loro di restituire il certificato, in attesa di una verifica. Le comunicazioni, inviate a un numero non precisato di persone, affermano che i destinatari “potrebbero non avere diritto” alla cittadinanza e che i documenti saranno riesaminati. La misura riguarda i casi approvati in base alla nuova legge sui “canadesi perduti”, entrata in vigore a dicembre per riconoscere la cittadinanza a chi l’aveva persa per motivi burocratici o familiari.
Secondo il Ministero, si tratta di un “numero limitato di fascicoli” sottoposti a revisione individuale, ma la decisione ha generato confusione e rabbia. Shawn Davis Mooney, trasferitosi dalla California a Victoria con il marito, racconta di aver ricevuto la lettera dopo aver presentato oltre cento pagine di documenti genealogici. “Mi ha devastato oltre ogni immaginazione”, ha detto. Anche Rana Charron, residente in Ohio, ha definito la richiesta “una delle più grandi delusioni della mia vita”. Entrambi avevano ottenuto la cittadinanza grazie a prove di discendenza canadese risalenti a più di un secolo fa.
Gli avvocati parlano di un precedente inquietante: “Solo in rarissimi casi il governo può revocare la cittadinanza”, ha dichiarato l’esperta di immigrazione Lisa Middlemiss. Il Canada ha ricevuto oltre 12.000 domande nei primi mesi di applicazione della legge, la maggior parte da cittadini statunitensi. Ora, la revisione dei certificati rischia di trasformare un gesto di riconciliazione storica in un caso diplomatico, lasciando molti nuovi cittadini sospesi tra due identità e un futuro incerto.





