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Iran, il G7 sostiene l’accordo Usa: “Pronti a contribuire”

mercoledì, 17 Giugno 2026
1 minuto di lettura

Il G7 sostiene l’accordo tra Stati Uniti e Iran e si dice pronto a contribuire alla sua attuazione. Nella dichiarazione approvata nella notte al vertice di Evian, i leader dei Sette Grandi accolgono con favore l’intesa annunciata da Washington e Teheran, riconoscendo “la ferma guida del Presidente Donald Trump” e il sostegno dei Paesi mediatori. Il punto centrale resta la riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale e per i flussi energetici.
Secondo il documento, l’accordo rappresenta “un’opportunità storica” per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari e per affrontare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche. I leader riaffermano che Teheran “non acquisirà mai armi nucleari” e chiedono che i negoziati successivi tengano conto anche del programma missilistico iraniano e del ruolo del Paese nella regione. Il G7 considera utile il contributo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica e dei partner regionali e internazionali.

Il sostegno del G7 dà all’intesa una copertura politica più ampia, ma non elimina le incognite. I leader chiedono un accordo diplomatico “solido e completo”, complementare al memorandum firmato da Trump, capace di produrre sicurezza per tutta la regione. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha definito “risolutivo” l’intervento del Presidente americano.
Sul piano operativo, Francia e Regno Unito guideranno un’iniziativa multinazionale e indipendente per facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto. La missione dovrà proteggere le navi mercantili, rassicurare gli operatori commerciali e sostenere la verifica della rimozione di eventuali mine. Per i leader del G7, il diritto al libero transito marittimo resta “la pietra angolare del commercio internazionale”. Il tema è stato al centro anche del bilaterale tra Giorgia Meloni e il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan. La Presidente del Consiglio ha ribadito il sostegno italiano alla sicurezza degli Emirati e delle nazioni del Golfo.

I benefici economici per Teheran

Il memorandum resta formalmente segreto fino alla firma prevista venerdì 19 giugno in Svizzera, ma una bozza circolata nelle ultime ore indica vantaggi economici consistenti per Teheran. Secondo Reuters, l’intesa consentirebbe all’Iran di tornare subito a vendere petrolio e carburanti, con deroghe alle sanzioni su servizi bancari, trasporto e assicurazioni. La misura sarebbe però condizionata al rispetto degli impegni sul nucleare, alla neutralizzazione dei materiali arricchiti e alla garanzia della libertà di navigazione a Hormuz.

Axios e Reuters riferiscono inoltre di un fondo privato da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo dell’Iran, alimentato da imprese statunitensi, Paesi del Golfo e investitori internazionali. Più della metà delle risorse sarebbe già stata promessa. Il fondo non sarebbe operativo prima di un accordo definitivo e resterebbe subordinato alla verifica del rispetto degli obblighi nucleari. Restano aperti anche i dossier sullo sblocco degli asset iraniani congelati e sulla revoca progressiva delle sanzioni.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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