Le autorità statunitensi hanno intensificato le misure di contenimento dopo la conferma della diffusione della mosca della carne del Nuovo Mondo (Cochliomyia hominivorax) in alcune aree del Paese, un parassita capace di infestare animali e, in casi rari, esseri umani. L’allarme, lanciato dal Dipartimento dell’Agricoltura (USDA), ha spinto le agenzie federali e statali a coordinare una risposta rapida per evitare che l’insetto si stabilizzi in modo permanente, con potenziali danni miliardari al settore zootecnico. La mosca, nota per deporre le uova in ferite aperte e per le larve che si nutrono di tessuti vivi, era stata dichiarata eradicata dagli Stati Uniti negli anni ’60 grazie a un vasto programma di rilascio di maschi sterili.
La ricomparsa del parassita, probabilmente introdotto attraverso animali infetti provenienti dall’America Latina, ha riacceso timori che decenni di progressi possano essere compromessi. L’USDA ha annunciato l’attivazione immediata del National Response Framework, che prevede il rilascio massiccio di mosche sterili nelle zone colpite, controlli sanitari obbligatori sul bestiame, quarantene mirate per allevamenti a rischio e una campagna informativa rivolta a veterinari e agricoltori. Le autorità hanno inoltre chiesto ai proprietari di animali domestici e da allevamento di segnalare tempestivamente ferite sospette o comportamenti anomali.
In alcune contee sono stati istituiti checkpoint veterinari per monitorare gli spostamenti del bestiame. Gli esperti avvertono che un’eventuale diffusione incontrollata potrebbe colpire duramente l’industria bovina e ovina, già sotto pressione per i cambiamenti climatici e l’aumento dei costi di produzione. Alcuni Stati del Sud, più esposti al rischio climatico e ai flussi commerciali con l’America Latina, hanno chiesto ulteriori fondi per rafforzare i sistemi di sorveglianza.





