In Italia, AVIS si conferma il principale punto di riferimento nel settore della donazione volontaria grazie a una rete capillare presente su tutto il territorio nazionale. Nel 2025, oltre 1,3 milioni di donatori avisini hanno effettuato più di 2 milioni di donazioni, contribuendo a circa il 76% della raccolta complessiva di sangue nel Paese. Numeri che testimoniano il valore di un impegno gratuito, anonimo e volontario portato avanti quotidianamente da migliaia di cittadini. L’attività di sensibilizzazione dell’associazione si sviluppa anche attraverso importanti collaborazioni istituzionali. Tra queste, il protocollo d’intesa sottoscritto nei mesi scorsi con Confcommercio, finalizzato alla promozione di iniziative dedicate alla prevenzione, alla salute e al benessere nel mondo delle imprese, coinvolgendo associati e dipendenti in percorsi di informazione e partecipazione.
Iniziative di adesione
Per celebrare la ricorrenza, Confcommercio ha rilanciato sui propri canali social la campagna di comunicazione realizzata da AVIS, confermando il sostegno a una causa che interessa l’intera collettività: garantire la stabilità del sistema trasfusionale nazionale e rafforzare la cultura della donazione.
La raccolta del plasma
Fondamentale anche il contributo di AVIS nella raccolta di plasma, materia prima indispensabile per la produzione di farmaci plasmaderivati utilizzati nel trattamento di immunodeficienze, emofilia, malattie neurologiche e autoimmuni, patologie epatiche e grandi ustioni. Un settore nel quale l’Italia non ha ancora raggiunto la piena autosufficienza.
Una lieve flessione
I dati del Centro Nazionale Sangue evidenziano nel 2025 una lieve flessione nel numero dei donatori e delle donazioni, pur confermando l’autosufficienza del sistema trasfusionale grazie al contributo di oltre 1,6 milioni di donatori. Le unità di globuli rossi raccolte sono state 2.782.293, a fronte di 2.333.398 unità trasfuse, confermando la capacità del Paese di rispondere al fabbisogno interno.
La necessità di sangue
Ogni anno sono circa 638 mila i pazienti che necessitano di trasfusioni, pari a oltre 1.700 persone al giorno. Un dato che evidenzia quanto la disponibilità di sangue e plasma rappresenti una risorsa indispensabile per il sistema sanitario.
Donatori
Restano tuttavia alcune sfide da affrontare. Le donne rappresentano il 34% dei donatori, contro il 66% degli uomini. Sul divario incidono fattori organizzativi e sociali, tra cui la difficoltà di conciliare lavoro, famiglia e tempo dedicato al volontariato, oltre alle naturali sospensioni legate a gravidanza e allattamento.
Meno giovani
Preoccupa inoltre il progressivo calo dei giovani donatori. Nella fascia tra 18 e 25 anni il numero dei donatori è diminuito del 14,3% rispetto al 2011, mentre tra i 26 e i 35 anni la riduzione raggiunge il 16,9%. Un trend che conferma la necessità di rafforzare le attività di sensibilizzazione e promozione della cultura del dono, coinvolgendo in particolare le nuove generazioni.
Ringraziare chi dona
La Giornata mondiale del donatore di sangue rappresenta quindi un’occasione per ringraziare chi dona e per ricordare come la partecipazione di ciascuno sia determinante per garantire cure e assistenza a centinaia di migliaia di persone ogni anno.





