Forza Italia, il paradosso del partito abruzzese: Sospiri, Santangelo e Di Matteo portano i voti, eppure chi vanta buone relazioni romane pensa di prendere il seggio scavalcando il costruttore di consenso sul territorio, dimenticando lezioni già viste.
In particolare al Comune dell’Aquila, dove, prima dell’ingresso di Santangelo, Forza Italia si fermava a un misero 5,5%, per arrivare poi, nella roccaforte di Fratelli d’Italia, a percentuali quasi pari a quelle del partito meloniano.
Proprio Santangelo è l’uomo forte che emerge dal congresso: ottiene la posizione che ne certifica la leadership regionale e di fatto lo proietta sullo scenario nazionale. La stessa posizione che avrebbe conquistato anche nel caso di un congresso unitario guidato da Lorenzo Sospiri, che invece deve rimodulare la propria strategia, con un occhio puntato anche sul futuro della Grande Pescara.








