Un falso allarme sulla qualità dell’aria ha provocato mercoledì un breve ordine di confinamento parziale al Pentagono, il quartier generale delle forze armate statunitensi ad Arlington, in Virginia. L’allerta è scattata nelle prime ore del mattino, quando un sensore interno ha segnalato la possibile presenza di materiali pericolosi.
I soccorritori sono intervenuti immediatamente per escludere rischi di contaminazione, mentre ai dipendenti è stato ordinato di rimanere nei propri uffici. Secondo i funzionari, il blocco ha interessato alcuni corridoi dell’edificio a cinque lati, mentre il personale non coinvolto è stato invitato a lasciare temporaneamente la struttura per precauzione. Dopo una serie di test, gli esperti hanno confermato che si trattava di un guasto tecnico e che non vi era alcuna minaccia reale. “Questa mattina presto, gli occupanti del Pentagono sono stati informati di un potenziale problema di qualità dell’aria, il che ha portato all’adozione immediata di misure di sicurezza precauzionali e a una valutazione della situazione.
I successivi test hanno confermato l’assenza di pericoli e le normali attività sono riprese”, ha dichiarato il portavoce del Pentagono Sean Parnell, ringraziando i soccorritori per la rapidità dell’intervento. L’episodio ha riacceso l’attenzione sulle procedure di sicurezza del Pentagono, uno degli edifici per uffici più grandi al mondo e simbolo della difesa americana. La struttura, colpita durante gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 da Al‑Qaeda — organizzazione responsabile di gravi violenze e perdite di vite umane — è dotata di sistemi di monitoraggio ambientale avanzati, progettati per rilevare qualsiasi anomalia. Dopo la conferma dell’assenza di sostanze nocive, il personale è tornato alle normali attività. Le autorità hanno assicurato che verranno condotti ulteriori controlli sui sensori per evitare nuovi falsi allarmi.





