0

Mosca convoca gli ambasciatori E3. Meloni chiede una voce unica europea nei colloqui con la Russia

giovedì, 11 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Gli ambasciatori di Francia, Germania e Regno Unito sono stati ricevuti al ministero degli Esteri russo a Mosca, in un incontro annunciato dalla diplomazia del Cremlino senza indicare il motivo della convocazione. Il ministero ha diffuso un video dell’arrivo dei tre diplomatici, il britannico Nigel Casey, il francese Nicolas de Rivière e il tedesco Alexander Graf Lambsdorff. La riunione arriva pochi giorni dopo il vertice di Londra tra Keir Starmer, Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Volodymyr Zelensky, nel quale i tre Paesi E3 hanno confermato il sostegno alla richiesta ucraina di un cessate il fuoco.

A Downing Street, i leader di Regno Unito, Francia e Germania avevano concordato con Zelensky che l’attuale linea di contatto dovesse essere il punto di partenza per eventuali negoziati, insieme a garanzie di sicurezza giuridicamente vincolanti per Kiev, compreso il possibile dispiegamento di una forza multinazionale. Nel documento era stata ribadita anche la linea sui beni russi congelati, che dovrebbero restare immobilizzati fino al risarcimento dei danni causati dalla guerra. Mosca continua però a respingere le condizioni poste da Kiev e dagli alleati europei, pur lasciando aperto il canale con Washington.

La posizione italiana

Proprio sul ruolo dell’Europa è intervenuta Giorgia Meloni, nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo. La Presidente del Consiglio ha chiesto agli alleati di nominare una figura unica e autorevole per rappresentare l’Unione nei colloqui sulla guerra. “Sostengo la necessità di nominare una figura autorevole che rappresenti l’Europa”, ha detto Meloni, criticando implicitamente i formati ristretti che non includono tutti i partner europei. Secondo la premier, la fermezza verso Mosca “non deve trasformarsi in cecità diplomatica o autoesclusione”. L’Ue, ha aggiunto, deve essere pronta a guidare il dialogo, non a subirlo.

Meloni ha comunque ribadito la condanna italiana delle azioni russe, definendo “inaccettabili” gli ultimatum rivolti a Kiev e le ripetute violazioni dello spazio aereo dell’Unione europea e della Nato, “che hanno addirittura coinvolto obiettivi civili in Romania”. Per la Presidente del Consiglio, questi episodi sono il segno della “frustrazione di Mosca” per lo stallo sul terreno.

Il Consiglio europeo

Anche Bruxelles prepara un nuovo passaggio politico. Nella lettera di invito al Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, il presidente Antonio Costa ha scritto che l’Ucraina resta una priorità dell’agenda Ue e che il vertice si aprirà ascoltando Zelensky. Costa ha parlato di un comportamento russo “sconsiderato e irresponsabile” verso gli Stati membri e ha sostenuto che il doppio approccio europeo, sostegno a Kiev e pressione su Mosca, “sta funzionando”. Il Consiglio dovrebbe anche accogliere l’apertura del primo gruppo di capitoli nei negoziati di adesione con Ucraina e Moldavia.

Zaporizhzhia e attacchi russi

Intanto la guerra continua a colpire infrastrutture energetiche e logistiche. La centrale nucleare di Zaporizhzhia ha perso l’alimentazione elettrica esterna dopo un attacco notturno contro una sottostazione. Secondo la direzione dell’impianto, la linea ad alta tensione Ferrosplavnaya 1 da 330 kV è stata disattivata automaticamente. L’Aiea ha confermato la perdita dell’alimentazione esterna, la diciannovesima dall’inizio dell’invasione russa del 2022, precisando che sono state adottate le misure necessarie per la sicurezza dei reattori.

Sul fronte militare, Kiev ha denunciato un nuovo attacco russo nella notte con due missili balistici Iskander M e 221 droni, di cui 195 abbattuti dalla difesa aerea. Nella regione settentrionale di Sumy un attacco contro un deposito ferroviario ha ucciso un ferroviere e ferito altre quattro persone. Mosca, da parte sua, ha rivendicato la conquista di altri due villaggi nell’Ucraina orientale, Okhrimivka nella regione di Kharkiv e Rozkishne nel Donetsk.

Crimea senza carburante

L’Ucraina ha colpito anche le retrovie russe. In Crimea, controllata da Mosca dal 2014, l’intensificazione degli attacchi contro le linee di rifornimento ha provocato carenze di carburante e razionamenti. A Sebastopoli molte stazioni di servizio sono rimaste senza benzina, mentre a Yevpatoriya si sono formate code davanti all’unico distributore ancora operativo. Le autorità filorusse accusano i droni ucraini di avere interrotto le rotte stradali e ferroviarie che alimentano la penisola. Nella regione russa di Krasnodar, un incendio alla raffineria di Afipsky è stato domato dopo un attacco aereo. Le autorità locali parlano di detriti di droni intercettati, ma secondo canali di monitoraggio russi l’impianto potrebbe essere stato colpito da un missile ucraino.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“World Wine Pro” alla ricerca di giovani talenti in ambito Sales

Dopo la 24ORE Business School di Milano e la Scuola…

“Strade Maestre”, progetto dell’Agesci per l’apprendimento itinerante

“Strade Maestre” è un progetto educativo promosso dall’Agesci e dedicato…