La Germania sta assorbendo il colpo della mancata elezione a un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, un risultato che ha sorpreso molti osservatori e che ha immediatamente acceso il dibattito politico a Berlino. Secondo il ministro degli Esteri Johann Wadephul, le ragioni della sconfitta sarebbero da ricercare nelle posizioni assunte dal governo tedesco su due dossier altamente sensibili: la guerra in Ucraina e il conflitto in Medio Oriente.
Wadephul ha dichiarato ai giornalisti che la Germania “ha sempre preso una posizione chiara” su questi temi, e che tali posizioni “non sono condivise da tutti gli Stati membri”. Il ministro ha sottolineato che il ruolo di primo piano di Berlino nel mobilitare il sostegno militare e politico all’Ucraina avrebbe irritato Mosca, che — a suo dire — avrebbe “fomentato il sentimento anti‑tedesco” durante la campagna diplomatica. “La Russia non vuole una voce del genere nel Consiglio di Sicurezza”, ha affermato.
Il ministro ha aggiunto che anche la responsabilità speciale della Germania nei confronti di Israele, radicata nella storia dell’Olocausto, potrebbe aver comportato “una perdita di voti”, nonostante Berlino non esiti a criticare il governo israeliano quando necessario.
Il voto ha premiato Austria e Portogallo, che si sono aggiudicati i due seggi disponibili nella competizione diretta con la Germania, insieme a Zimbabwe e Trinidad e Tobago per gli altri posti in palio.
Per il cancelliere Friedrich Merz, già alle prese con tensioni interne alla coalizione e con un difficile pacchetto di riforme economiche, si tratta di un duro colpo simbolico. In una dichiarazione, Merz ha riconosciuto la sconfitta ma ha ribadito che la Germania “rimane un pilastro affidabile del sistema multilaterale”.





