La Cina ha effettuato il primo lancio del nuovo razzo Lunga Marcia 12B, ma lo ha fatto — secondo quanto riportato da Reuters, South China Morning Post e media specializzati — senza alcun preavviso di sicurezza alle autorità civili e ai Paesi vicini. Il decollo, avvenuto dal centro di Wenchang, sull’isola di Hainan, ha immediatamente sollevato interrogativi sulla gestione dei rischi e sulla trasparenza del programma spaziale cinese.
Il Lunga Marcia 12B è una variante di nuova generazione progettata per missioni orbitali commerciali e militari. Il suo debutto era atteso da mesi, ma l’assenza di un Notice to Airmen (NOTAM) o di un Notice to Mariners (NOTMAR) — procedure standard per evitare che navi e aerei entrino nelle aree a rischio — ha sorpreso analisti e governi regionali. Alcuni osservatori citati da SpaceNews parlano di “anomalia procedurale” che potrebbe indicare un test condotto in condizioni di massima riservatezza.
Il lancio ha generato detriti che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero ricaduti nel Mar Cinese Meridionale. Non risultano danni, ma la mancanza di comunicazioni preventive ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei vettori cinesi, già criticati in passato per il rientro incontrollato dei booster dei Lunga Marcia 5B. Pechino non ha fornito spiegazioni dettagliate.
I media statali si sono limitati a definire il lancio “un successo tecnico”, sottolineando che il nuovo razzo rafforzerà la capacità del Paese di competere nel mercato spaziale globale. Tuttavia, la scelta di non emettere avvisi ha alimentato sospetti tra gli analisti occidentali, che ipotizzano un possibile impiego duale — civile e militare — del vettore.
La reazione internazionale è stata prudente ma critica. Esperti di sicurezza aerospaziale ricordano che la mancata comunicazione può mettere a rischio traffico aereo e marittimo, oltre a creare tensioni diplomatiche in una regione già segnata da dispute territoriali.





