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Corriere della Sera e Sole 24 Ore contro Meloni e Orsini

martedì, 2 Giugno 2026
2 minuti di lettura

C’era da aspettarselo dall’ex primo ministro Mario Monti, mai eletto per tale importante carica da nessuno, ma solo da quei poteri finanziari europei che determinarono con un vero colpo di mano la caduta del governo Berlusconi; quello sì legittimamente eletto dal popolo italiano nella sua larga maggioranza. C’era da aspettarsi che, richiamato e sollecitato da quegli stessi ambienti che fanno capo alla cosiddetta “burocrazia celeste” dell’unione, l’eletto da nessuno assestasse una vera e propria stroncatura alla analisi dei due leader (Meloni e Orsini) valutata come “non convincente”.

Monti sostiene che l’analisi ha “messo a nudo in entrambi (un presidente del consiglio e un presidente della più grande organizzazione di imprenditori italiani) la tendenza a non assumersi le proprie responsabilità additando invece il capro espiratorio. Anzi date le grandi difficoltà causate dalla crisi energetica sarebbe più appropriato parlare di scarica barile”.

Parla proprio lui, questo personaggio, che non ebbe vergogna di pretendere di farsi nominare senatore a vita da Giorgio Napoletano prima di accettare l’incarico di formare il suo governo di salvezza nazionale. E questo signore che fu designato da Massimo D’Alema come Commissario europeo ha osato anche affermare: “è triste vedere il capo del governo e il capo degli industriali di un grande paese come l’Italia addossare le colpe essenzialmente all’Europa. ci gonfiamo il petto chiamandoci nazione, ci proclamiamo spesso protagonisti, ma quando si tratta di capire che cosa non ha funzionato, la colpa è sempre di qualcun altro”.

Senza peraltro evitare di criticare il primo ministro “anche sul piano globale, non solo su quello europeo” perché “la capacità di Giorgia Meloni di attrarre attenzione e rispetto in quanto leader dinamica non trova pieno riscontro in un’analoga capacità di individuare il posizionamento strategico utile per l’Italia e di perseguirlo con coerenza”.

E naturalmente non si esime dai vari salamelecchi nei confronti di chi potrebbe essergli utile nel futuro per altri prestigiosi incarichi: Paolo Gentiloni, Enrico Letta e Mario Draghi.

L’attacco coordinato di Fabbrini

Quel che sorprende, invece, è l’articolo di Sergio Fabbrini ospitato dal quotidiano degli industriali cioè da coloro che lo stipendiano per difendere e sostenere le loro ragioni. E quel che è anche sospetto è che il suo articolo esce in contemporanea con quello di Mario Monti sul Corriere della Sera: stessa tempistica, e soprattutto stesse argomentazioni contro il nostro presidente del consiglio.

Fabbrini sostiene che l’intervento della premier Giorgia Meloni alla recente assemblea di Confindustria, fortemente critico dell’unione europea ha suscitato inevitabili reazioni. Secondo “economisti indipendenti” (quali?, chi?) non sarebbe dovuto all’Unione europea se l’Italia ha il più alto debito pubblico del continente, una delle più basse produttività del lavoro, un tasso di crescita sotto la media dei paesi europei.

Si tratta di un vero e proprio attacco proditorio a 360° che va a colpire il nostro primo ministro alle fondamenta stesse della sua visione dell’Europa fino al punto di difendere la burocrazia europea rispetto a quella italiana.

La visione di Meloni e il pensiero degli italiani

Eppure Giorgia Meloni interpreta il pensiero comune di gran parte degli italiani: “il gigante burocratico della UE”; “il peso soffocante di oneri amministrativi e regolamenti”; “la sua capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune”. La difesa del voto all’unanimità senza il quale l’Europa ci avrebbe fatto ingoiare ancora più problemi.

In pratica ancora una volta questo “economista”, espressione dell’élites finanziarie, con la solita puzza al naso di chi si crede superiore a tutti gli altri, critica nella Meloni tutto quello che pensa, auspica, vuole e sogna il popolo italiano.

Le manovre in vista delle elezioni

È evidente da tutte queste, che non sono strane coincidenze, quali siano gli ispiratori di queste critiche e di questi attacchi e quali siano gli obiettivi che si prefiggono certi ambienti.

In effetti sono iniziate le grandi manovre in vista delle prossime elezioni politiche.

Riccardo Pedrizzi

Riccardo Pedrizzi

Presidente Nazionale del CTS dell'UCID

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