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Trump attende la proposta di Teheran. Flotilla, 24 italiani fermati, Meloni: “liberazione immediata”

USA-Iran, possibile intesa vicina: Trump prende tempo. Teheran frena sul memorandum

Sul tavolo proroga di 60 giorni, riapertura di Hormuz. Ma da Teheran arrivano smentite. Israele intensifica gli attacchi in Libano
sabato, 30 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Donald Trump prende ancora tempo sull’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano ha dichiarato che “c’è una finestra temporale ristretta” per chiudere l’intesa, assicurando però che farà “ciò che è giusto” per ottenere “condizioni favorevoli agli Stati Uniti”.

Secondo quanto riferito dal sito Axios e confermato dal vicepresidente JD Vance, il memorandum sarebbe ormai definito nei suoi punti principali ma mancherebbe ancora il via libera finale della Casa Bianca. Trump, riferiscono fonti vicine al dossier, vuole assicurarsi che Teheran non possa tornare sui propri passi e intende valutare anche l’impatto politico interno dell’intesa negli Stati Uniti.

Il giornalista di Axios Barak Ravid, intervenendo alla Cnn, ha spiegato che il presidente americano potrebbe decidere “entro uno o due giorni”.

I punti dell’accordo

La bozza del memorandum prevederebbe una proroga di 60 giorni della tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz senza pedaggi o restrizioni al traffico marittimo. Tra i punti chiave anche l’avvio di negoziati più ampi sul nucleare iraniano, sull’allentamento delle sanzioni e sulla cessazione definitiva delle ostilità.

Secondo Axios, il testo includerebbe inoltre la revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani.

Il fondo (vuoto) da 300 miliardi per la ricostruzione

Tra gli elementi più rilevanti dell’intesa preliminare figurerebbe anche la creazione di un fondo internazionale per la ricostruzione post-conflitto dell’Iran. A riferirlo è il New York Times, citando un funzionario iraniano e un diplomatico coinvolto nei negoziati.

La cifra ipotizzata sarebbe di circa 300 miliardi di dollari. Per Teheran si tratterebbe di un “programma di ricostruzione” destinato a compensare i danni causati dai bombardamenti, stimati dalle autorità iraniane tra i 300 e i 1.000 miliardi di dollari.

I mediatori occidentali parlano invece di un “fondo internazionale di investimento” che gli Stati Uniti contribuirebbero a facilitare. L’idea richiamerebbe precedenti proposte avanzate dagli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner su investimenti infrastrutturali e immobiliari in Iran.

Teheran frena: “Testo non definitivo”

Dall’Iran, tuttavia, arrivano segnali di cautela. L’agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, ha smentito che il memorandum sia stato definitivamente approvato.

Secondo una fonte citata dall’agenzia, il testo “non è ancora finalizzato” ed è stato modificato più volte negli ultimi giorni. Le indiscrezioni diffuse dai media occidentali sarebbero inoltre “inesatte”.

Teheran ha ribadito anche la propria posizione sullo Stretto di Hormuz: “La gestione è nostra”, avrebbe affermato la fonte, accusando Trump di “subire battoste” sul piano diplomatico.

Resta quindi incerto se il documento abbia già ottenuto il via libera della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei.

Raid israeliano su Beirut, 23 morti

Nel frattempo continua a peggiorare la situazione sul fronte libanese. Nelle ultime 24 ore i raid israeliani hanno provocato almeno 23 morti, tra cui diversi bambini, secondo il ministero della Salute di Beirut. Colpite a più riprese anche diverse città nel distretto di Bint Jbeil e in quello di Tiro, come riportato dall’agenzia nazionale libanese. Nel distretto di Sidone sono stati segnalati sei morti – tra cui due bambini. Non si fermano inoltre gli avvisi di evacuazione emanati dall’esercito di Israele, gli ultimi dei quali rivolti alle città libanesi di Habboush, Kafr Kila, Sahmar, Ain Qana, Nabatieh al-Tahta e Kafr Reman.

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