L’occupazione supera per la prima volta la soglia dei 24,3 milioni di lavoratori, la disoccupazione scende ai livelli più bassi degli ultimi anni e il Pil registra una crescita superiore alle attese. È una fotografia complessivamente positiva quella che emerge dagli ultimi dati Istat sull’andamento dell’economia italiana. A fare da contrappeso, però, c’è il ritorno dell’inflazione sopra il 3%, alimentata soprattutto dalla dinamica dei prezzi energetici e dei servizi.
Ad aprile il numero degli occupati raggiunge quota 24 milioni e 337 mila unità, con un incremento di 123 mila lavoratori rispetto a marzo. Si tratta del livello più elevato mai registrato dall’Istituto di statistica. Il risultato interessa quasi tutte le componenti del mercato del lavoro: crescono uomini e donne, dipendenti e autonomi, mentre l’unica fascia che non mostra particolari variazioni è quella compresa tra i 35 e i 49 anni.
L’espansione dell’occupazione porta il tasso di occupazione al 63,1%, in aumento di tre decimi di punto rispetto al mese precedente. Parallelamente arretra il numero delle persone in cerca di lavoro, che diminuisce di 18 mila unità. Il tasso di disoccupazione scende così al 5,1%, mentre quello giovanile cala al 16,9%, con una riduzione di 0,8 punti percentuali.
L’incremento dell’occupazione
Migliora anche il fronte dell’inattività. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni si riducono di 102 mila unità rispetto a marzo e il relativo tasso scende al 33,4%. Il dato assume particolare rilevanza perché conferma non soltanto una crescita dell’occupazione ma anche un ampliamento della partecipazione al mercato del lavoro. La tendenza positiva trova conferma anche nel confronto annuale. Rispetto ad aprile 2025 gli occupati aumentano di 269 mila unità. La crescita deriva soprattutto dall’incremento dei lavoratori a tempo indeterminato e degli autonomi, mentre i dipendenti a termine registrano una flessione. Nello stesso periodo il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce di 260 mila unità.
Anche il confronto trimestrale evidenzia un miglioramento. Nel periodo febbraio-aprile 2026 gli occupati risultano 108 mila in più rispetto al trimestre precedente, mentre disoccupati e inattivi mostrano una riduzione significativa.
Meloni: record di persone al lavoro
Sul dato è intervenuta anche Giorgia Meloni, che su X ha parlato di “un record storico, non c’erano mai state così tante persone al lavoro” in Italia. Il Premier ha richiamato in particolare la composizione della crescita occupazionale: nell’ultimo anno i dipendenti permanenti sono aumentati di 143mila unità, mentre quelli a termine sono diminuiti di 64mila: “La Sinistra ha sempre detto di voler combattere il precariato. La Destra lo sta facendo”, ha scritto il Primo Ministro.
Calderone: quadro positivo di piena salute
Per la Ministra del Lavoro Marina Calderone i numeri certificano “un quadro di straordinaria salute per il sistema produttivo italiano”. La titolare del dicastero sottolinea come il superamento della soglia dei 24,3 milioni di occupati rappresenti un risultato senza precedenti e attribuisce la dinamica positiva alle politiche economiche e del lavoro adottate dal governo. Calderone parla di una crescita che coinvolge trasversalmente il mercato e che presenta caratteristiche strutturali più che congiunturali. La ministra richiama tuttavia l’attenzione sulle aree dove persistono margini di miglioramento, in particolare la fascia di età tra i 35 e i 49 anni e il rafforzamento dell’occupazione giovanile e femminile. I segnali positivi arrivano anche dalla crescita economica. L’Istat ha infatti rivisto al rialzo i dati sul Pil del primo trimestre del 2026. L’economia italiana registra un aumento dello 0,3% rispetto agli ultimi tre mesi del 2025 e dello 0,8% nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta di una revisione migliorativa rispetto alle stime preliminari diffuse a fine aprile.
Industria, agricoltura e inflazione
I servizi confermano il loro ruolo di principale motore della crescita con un incremento dello 0,4%. L’industria mantiene una posizione sostanzialmente stabile, mentre l’agricoltura registra una contrazione dello 0,5%. L’acquisizione di dati più completi consente inoltre di migliorare la stima della crescita acquisita per l’intero 2026, che sale allo 0,6%. A maggio l’inflazione torna ad accelerare e raggiunge il 3,2% su base annua, rispetto al 2,7% registrato ad aprile. Su base mensile l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,4%, in linea con le attese del mercato.
Componente energetica
L’aumento dipende soprattutto dalla componente energetica. I prezzi degli energetici non regolamentati passano da una crescita del 9,6% al 12,6%, mentre quelli regolamentati salgono dal 5,3% al 5,8%. Pressioni al rialzo arrivano anche dai servizi relativi ai trasporti e da quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. L’inflazione di fondo, che esclude energia e alimentari freschi, accelera dall’1,6% all’1,8%, segnale che le tensioni sui prezzi non riguardano soltanto il comparto energetico. Rimane invece stabile al 2,3% il cosiddetto carrello della spesa, che comprende beni alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona. Crescono invece al 4,5% i prodotti ad alta frequenza d’acquisto.





