È morto nella tarda serata di ieri, nella sua abitazione a Bra, in provincia di Cuneo, Carlo Petrini. Aveva 76 anni. Nato nel 1949 proprio a Bra, Petrini è stato gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Nel 1986 fondò Arcigola, poi diventata Slow Food Italia, movimento che in pochi anni si diffuse oltre i confini nazionali. Il 9 dicembre 1989, a Parigi, oltre venti delegazioni firmarono il Manifesto Slow Food, eleggendo Petrini Presidente, incarico ricoperto fino al 2022. Tra i suoi traguardi più importanti figura la nascita della rete internazionale Terra Madre e dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, fondata nel 2004, di cui era Presidente. Con quell’esperienza Petrini contribuì a portare il cibo al centro del dibattito accademico, sociale e politico.
Nel 2017 fu anche co-fondatore delle Comunità Laudato si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco. “Chi semina utopia, raccoglie realtà”, amava dire, sintetizzando una visione fatta di sostenibilità, biodiversità, giustizia sociale e attenzione ai territori.
Il cordoglio di Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso cordoglio per la scomparsa, ricordando il “grande vuoto” lasciato da Petrini e il contributo decisivo alla nuova consapevolezza sulla cultura del cibo, della produzione, dell’ambiente e delle tradizioni locali.





