Una società biotecnologica ha annunciato la nascita dei primi pulcini vivi da un guscio d’uovo completamente artificiale, un risultato che potrebbe aprire la strada alla resurrezione di un uccello estinto lungo oltre 3,6 metri. L’esperimento, definito “una prova di concetto senza precedenti”, rappresenta un passo decisivo nel campo della de‑estinzione, settore che negli ultimi anni ha attirato investimenti e attenzione scientifica globale Secondo l’azienda, i pulcini sono nati dopo un periodo di incubazione in un guscio sintetico progettato per replicare le funzioni biologiche di un vero uovo: scambio di gas, idratazione, protezione meccanica e regolazione termica.
Gli embrioni sono stati monitorati con sensori interni e sistemi di nutrimento calibrati per imitare il comportamento naturale del tuorlo. Gli scienziati hanno definito la schiusa “stabile e fisiologicamente normale” Il progetto è parte di un programma più ampio che mira a riportare in vita un gigantesco uccello preistorico, probabilmente un’antica specie incapace di volare, estinta da secoli.
Gli esperti stanno lavorando su sequenze genetiche recuperate da resti fossili e integrate con DNA di specie moderne affini.
La nascita dei pulcini non riguarda ancora l’animale estinto, ma dimostra che la tecnologia necessaria per far crescere embrioni complessi fuori da un guscio naturale è ormai matura Gli scienziati coinvolti sottolineano che la sfida non è solo biologica, ma anche etica ed ecologica. Reintrodurre una specie gigante richiederebbe habitat adeguati, valutazioni sull’impatto sugli ecosistemi e un quadro normativo internazionale.
Tuttavia, il successo dell’incubazione artificiale potrebbe accelerare progetti simili, dalla ricostruzione di specie scomparse all’allevamento di animali minacciati senza dipendere da uova naturali.





