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Israele istituisce il tribunale speciale sul 7 ottobre. Trump: “La tregua con l’Iran è in terapia intensiva”

Trump: “Finiremo la guerra molto presto”. Putin e Xi: “Usa e Israele violano il diritto internazionale”

mercoledì, 20 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Trump ha confermato di avere fermato l’attacco previsto per lunedì anche grazie alla “mediazione decisiva dei Paesi del Golfo”, ma assicura che la guerra contro l’Iran sarà chiusa “molto presto”. “In Iran abbiamo spazzato via la Marina e non avranno le armi nucleari. Finiremo la guerra molto presto”, ha detto il presidente americano, aggiungendo che Washington ha “fatto un lavoro eccezionale”. La sospensione dell’operazione, però, non apre una distensione. “Le nostre truppe rimangono in stato di massima allerta”, ha avvertito Trump. Secondo i media israeliani, la decisione sarebbe arrivata dopo una telefonata “lunga e cruciale” tra il premier Benjamin Netanyahu e il presidente americano, riferita dal giornalista Amit Segal di Channel 12.

La trattativa resta fragile. Secondo il Wall Street Journal, Teheran continuerebbe a chiedere la fine delle ostilità, aiuti finanziari, riparazioni di guerra e un ruolo nella supervisione dello Stretto di Hormuz, mentre resta il disaccordo con Washington sul programma nucleare. Una linea che ridimensiona l’ottimismo di Trump sugli “sviluppi positivi” al tavolo negoziale.

Da Teheran, intanto, la minaccia resta esplicita. I Pasdaran hanno avvertito che, se gli Stati Uniti riprenderanno gli attacchi, “la guerra si estenderà oltre i confini della regione”. “Il nemico americano israeliano parla ancora una volta di minacce. Noi siamo uomini di guerra. La nostra forza si vede sul campo di battaglia e non nelle vuote dichiarazioni e nei profili virtuali”, hanno dichiarato. Anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha alzato i toni, sostenendo su X che le forze iraniane sarebbero state “le prime ad aver abbattuto un caccia F 35” e promettendo “molte altre sorprese” in caso di ritorno alla guerra.

Hormuz, mine e traffico

Il punto più sensibile resta Hormuz. Secondo Cbs News, le forze armate statunitensi avrebbero individuato almeno dieci mine piazzate dall’Iran nello Stretto. Parigi però frena. La ministra della Difesa Catherine Vautrin ha detto di non avere “certezze” sulla presenza di mine, pur confermando che la Francia si prepara alla “potenziale necessità di rimuoverle”.

Il traffico energetico intanto è ripreso solo in parte. Il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun ha annunciato che una petroliera sudcoreana ha attraversato Hormuz dopo il via libera di Teheran. “Le consultazioni con le autorità iraniane si sono concluse e la nave ha iniziato a navigare ieri. Sta attraversando lo stretto con molta cautela”, ha detto Cho. Reuters riferisce inoltre che due superpetroliere cinesi, la Yuan Gui Yang e la Ocean Lily, con quattro milioni di barili di petrolio complessivi, hanno lasciato Hormuz dopo due mesi di blocco nel Golfo.

Confindustria: allarme inflazione

In questo quadro, la Congiuntura flash di Confindustria segnala un peggioramento dello scenario, con inflazione in rialzo, fiducia in calo e investimenti in frenata. Se lo shock dovesse prolungarsi, avverte Confindustria, in Italia salirebbe l’inflazione, si indebolirebbe ancora la fiducia delle famiglie, il calo si estenderebbe alle imprese e rischierebbe di bloccarsi il credito. A quel punto sarebbero a rischio consumi e servizi, mentre l’unico sostegno alla produzione industriale resterebbero gli investimenti del Pnrr.

Putin e Xi: “Usa e Israele violano il diritto internazionale”

Da Pechino, Vladimir Putin e Xi Jinping hanno adottato una linea comune contro Stati Uniti e Israele. Nella dichiarazione congiunta diffusa al termine dei colloqui, i due leader affermano che gli attacchi contro l’Iran “violano il diritto internazionale e mettono in discussione la stabilità in Medio Oriente”.

Xi ha definito “urgente” una “cessazione completa delle ostilità” e “inaccettabile una ripresa del conflitto”. Secondo il presidente cinese, una rapida conclusione della crisi ridurrebbe gli ostacoli agli approvvigionamenti energetici, alle catene produttive e all’ordine commerciale internazionale. Russia e Cina hanno chiesto anche un cessate il fuoco “duraturo” a Gaza.

Aiea: “Grave preoccupazione” per Barakah

Resta aperto anche il fronte della sicurezza nucleare civile. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha informato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla centrale nucleare di Barakah, negli Emirati Arabi Uniti, dopo l’attacco con droni di domenica. “Sebbene i livelli di radiazione rimangano nella norma e l’alimentazione elettrica esterna sia stata ripristinata, la situazione è motivo di grave preoccupazione”, ha scritto Grossi su X. Il capo dell’Aiea ha definito “inaccettabili” gli attacchi contro impianti nucleari civili e ha annunciato che si recherà presto nella regione del Golfo.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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