Vladimir Putin arriva oggi a Pechino per una visita di due giorni da Xi Jinping, mentre la Russia avvia tre giorni di esercitazioni nucleari e la guerra in Ucraina torna a intensificarsi. Il vertice, meno di una settimana dopo la visita di Donald Trump in Cina, conferma il ruolo di Pechino nel triangolo con Mosca e Washington. Secondo Reuters, sarà la venticinquesima visita di Putin in Cina e servirà a rafforzare il partenariato strategico tra i due Paesi, anche sul dossier energetico.
Il ministero della Difesa russo ha annunciato manovre dal 19 al 21 maggio sulla “preparazione e l’impiego delle forze nucleari in caso di minaccia di aggressione”. Secondo Reuters, saranno coinvolti oltre 200 lanciatori missilistici, 140 aerei, 73 navi di superficie e 13 sottomarini, compresi otto sottomarini strategici. Le esercitazioni includono anche addestramenti sull’uso delle armi nucleari tattiche russe dispiegate in Bielorussia. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunisce oggi sull’Ucraina, dopo i nuovi attacchi russi e l’avvio delle manovre congiunte tra Mosca e Minsk.
Zelensky rilancia sul ruolo dell’Europa
Sul piano diplomatico, Volodymyr Zelensky ha riunito il ministro degli Esteri Andrii Sybiha per definire le priorità europee di maggio e giugno. Il presidente ucraino ha parlato di un possibile “riavvio costruttivo” dei rapporti con l’Ungheria e ha chiesto tempi chiari per l’apertura dei capitoli negoziali sull’adesione all’Unione europea. Kiev lavora anche a un ruolo diretto dell’Europa nei colloqui per la fine della guerra. “Ci aspettiamo un’Europa forte”, ha scritto Zelensky, precisando che alcuni compiti negoziali “per il momento non sono pubblici”.
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha ribadito che Ucraina e Moldova hanno rispettato gli impegni previsti almeno per il primo gruppo di cluster. A Strasburgo, accanto alla presidente moldava Maia Sandu, Metsola ha auspicato l’avvio dei negoziati formali con Chisinau entro la fine di giugno e ha annunciato che porterà la stessa posizione al Consiglio europeo.
Mosca: “Il processo di pace è in pausa”
Mosca sostiene invece che il negoziato sia fermo. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che “il processo di pace è ora in pausa”, aggiungendo di attendere una ripresa della mediazione americana. Il viceministro degli Esteri Mikhail Galuzin ha affermato che Russia e Stati Uniti restano “in costante contatto, anche sulla questione dell’Ucraina”.
Kiev ha intanto respinto le accuse russe su un presunto uso del territorio lettone per lanciare droni contro la Russia. “L’Ucraina non utilizza il territorio o lo spazio aereo della Lettonia nelle sue operazioni contro la Russia e non intende farlo”, ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri Heorhii Tykhyi.
Washington proroga la deroga sul petrolio russo
La guerra incrocia anche il dossier energetico. Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha concesso una proroga di 30 giorni alla deroga che consente ad alcuni Paesi di importare petrolio russo già caricato su navi e in transito. Washington motiva la decisione con la necessità di aiutare Paesi “vulnerabili” dopo la crisi iraniana. La scelta corregge la linea annunciata nei giorni scorsi, quando l’amministrazione Trump aveva lasciato intendere di non voler rinnovare la misura. La proroga riduce la pressione immediata sui mercati, ma apre un fronte politico interno: i critici accusano la Casa Bianca di alleggerire indirettamente la stretta economica su Mosca.
Raid russi e droni verso Mosca
Sul terreno, Kiev denuncia nuovi raid contro città e infrastrutture energetiche. Secondo l’aeronautica ucraina, nella notte la Russia ha lanciato 209 droni, in gran parte Shahed: 180 sarebbero stati abbattuti o neutralizzati. Le autorità regionali riferiscono almeno sei morti e 37 feriti nelle ultime 24 ore. Per il terzo giorno consecutivo sono stati colpiti impianti di Naftogaz, con danni ad attrezzature critiche nelle strutture del gas della regione di Chernihiv. Il personale è stato evacuato e non risultano vittime nei siti colpiti.
A Kharkiv, droni russi hanno colpito il distretto di Novobavarskyi: case private in fiamme, almeno dieci edifici danneggiati, due persone salvate e una possibile vittima sotto le macerie. Nella regione di Sumy, la procura locale ha denunciato due morti e due feriti in un attacco contro un’infrastruttura civile a Hlukhiv. Mosca sostiene inoltre di avere conquistato Volozovka, nella regione di Kharkiv, mentre Kiev parla di combattimenti pesanti lungo il fronte orientale.
La guerra continua anche in territorio russo. Le autorità di Mosca hanno riferito di droni ucraini diretti verso la capitale e neutralizzati dalla difesa aerea. Segnalati attacchi anche nelle regioni di Kursk, Rostov e Yaroslavl, dove sarebbe stata colpita un’area industriale. A Kursk, secondo il governatore Alexander Khinshtein, una donna di 68 anni è morta nel villaggio di Markovo e altri due civili sono rimasti feriti. Media ucraini indicano tra i possibili obiettivi a Yaroslavl la raffineria Slavneft Yanos e infrastrutture petrolifere collegate.





