Il body shaming non colpisce soltanto l’autostima, ma può diventare un problema di salute pubblica. In occasione della prima Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico la Commissione d’Albo dei Dietisti dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio ha lanciato un richiamo contro gli effetti dello stigma legato al peso e all’aspetto corporeo. Secondo i professionisti sanitari, la pressione sociale e i giudizi sull’aspetto fisico rischiano di produrre conseguenze profonde sul piano psicologico e clinico. Ansia, isolamento, depressione e disturbi del comportamento alimentare rappresentano solo alcune delle possibili ricadute di un fenomeno che, soprattutto tra i più giovani, può incidere anche sul rapporto con le cure e con il proprio corpo.
“La denigrazione dell’aspetto fisico non è mai un incentivo alla salute”, sottolineano i rappresentanti della Commissione d’Albo, che invitano a superare l’equazione automatica tra magrezza e benessere. Dietro il peso corporeo, spiegano i dietisti, possono infatti esserci condizioni cliniche complesse: patologie endocrine, metaboliche, oncologiche o gastrointestinali, oltre ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Situazioni che richiedono percorsi multidisciplinari e non giudizi superficiali.
Equilibrio psicofisico
Il tema riguarda anche il modo in cui la società costruisce modelli estetici spesso irraggiungibili. Per i professionisti dell’Ordine, la salute non può essere ridotta a un ideale fisico imposto dai social o dalla cultura dominante. L’obiettivo di un percorso nutrizionale, ricordano, non coincide con la ricerca della perfezione estetica, ma con il mantenimento dell’equilibrio psicofisico, la prevenzione delle malattie e il recupero funzionale della persona. A preoccupare è anche l’effetto che lo stigma produce nel rapporto con i professionisti sanitari. Molte persone, spiegano i dietisti, evitano controlli o cure per paura di sentirsi giudicate sul proprio aspetto. Una dinamica che rischia di aggravare problemi già esistenti e di allontanare i pazienti dai percorsi di assistenza.
Per Diego Catania, Presidente dell’Ordine, il body shaming rappresenta un fenomeno che può innescare conseguenze gravi sul benessere mentale, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti. Da qui la richiesta di una maggiore sensibilizzazione culturale e sociale sul tema.
La Commissione d’Albo dei Dietisti ribadisce quindi la necessità di promuovere una cultura della nutrizione fondata su evidenze scientifiche, ascolto e percorsi personalizzati, lontani da stereotipi e colpevolizzazioni. L’auspicio dell’Ordine è che la nuova Giornata nazionale non resti un appuntamento simbolico, ma diventi un’occasione concreta per mettere in discussione gli standard estetici dominanti e rafforzare una cultura del rispetto in ogni fascia d’età.





