Nella notte tra domenica e lunedì la Russia ha lanciato uno dei più pesanti attacchi delle ultime settimane contro l’Ucraina, utilizzando secondo Kiev 524 droni e 22 missili tra balistici e da crociera. I raid hanno colpito soprattutto Odessa, Dnipro, Zaporizhzhia e Kherson, causando almeno un morto e oltre trenta feriti, tra cui diversi bambini. Secondo Kiev, il bombardamento arriva dopo i massicci attacchi con droni lanciati dall’Ucraina contro il territorio russo nei giorni precedenti.
A Odessa i droni hanno danneggiato edifici residenziali, una scuola e un asilo. A Dnipro sono rimaste ferite 18 persone, tra cui una bambina di due anni e un ragazzo di dieci. Nella regione di Kherson i bombardamenti hanno provocato un morto e nove feriti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato che uno dei droni russi avrebbe colpito una nave mercantile cinese nelle acque ucraine del Mar Nero. “I russi non potevano non sapere quale nave si trovasse in mare”, ha scritto su Telegram.
Secondo Kiev, oltre alla nave cinese Ksl Deyang sarebbero state danneggiate anche altre due imbarcazioni battenti bandiera di Panama e Guinea Bissau. Mosca continua intanto a ribadire che eventuali negoziati potranno riprendere solo a precise condizioni territoriali. Il viceministro degli Esteri Mikhail Galuzin ha affermato che Kiev dovrà ritirarsi “dal Donbass e dalle regioni russe” per aprire trattative concrete. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che “il processo di pace è in pausa”, accusando Zelensky di “istigare alla prosecuzione della guerra” dopo le sue dichiarazioni sui possibili attacchi dalla Bielorussia.
Kiev punta su lungo raggio e pressione economica
Zelensky ha rivendicato l’efficacia delle capacità ucraine a lungo raggio, sostenendo che gli ultimi attacchi contro la regione di Mosca abbiano colpito obiettivi a oltre 500 chilometri di distanza. “La guerra sta tornando al suo porto originario”, ha dichiarato il presidente ucraino, chiedendo inoltre all’Europa di accelerare sul rafforzamento delle difese antimissile. Sul fronte tecnologico, il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha annunciato che l’Ucraina ha completato i test della sua prima bomba aerea guidata nazionale, pronta per l’impiego operativo. Fedorov ha anche riferito dell’accelerazione nei lavori per le protezioni anti drone lungo le vie logistiche vicine al fronte: oltre 1.170 chilometri di percorsi sarebbero già stati messi in sicurezza. Sul piano economico Kiev continua a sostenere che le sanzioni occidentali stiano colpendo duramente la Russia. Zelensky ha parlato di difficoltà nell’estrazione e raffinazione del petrolio e di una crisi bancaria che coinvolgerebbe diversi istituti finanziari russi. Secondo il capo dei servizi segreti estoni Kaupo Rosin, intervistato da Reuters, il Cremlino si troverebbe davanti a “scelte molto difficili”, mentre le sanzioni al settore finanziario “stanno davvero facendo male”.
Esercitazioni nucleari in Bielorussia
La Bielorussia ha avviato esercitazioni con armi nucleari tattiche in collaborazione con la Russia. Kiev ha denunciato che Mosca starebbe trasformando il Paese “in una base nucleare ai confini della Nato”. Il ministero degli Esteri ucraino ha chiesto nuove sanzioni contro Russia e Bielorussia, mentre la Moldova ha convocato l’ambasciatore russo dopo lo sconfinamento di un drone nel proprio spazio aereo.
L’Ue prepara nuovi aiuti
L’Unione europea continua a lavorare al sostegno economico di Kiev. La Commissione europea sta discutendo con gli Stati membri una proroga di un anno della protezione temporanea per i rifugiati ucraini, attualmente valida fino al marzo 2027. Bruxelles ha inoltre confermato che la prima tranche del nuovo prestito europeo da 90 miliardi di euro dovrebbe essere erogata a giugno. Il commissario europeo Valdis Dombrovskis e l’Alta rappresentante Kaja Kallas hanno ribadito che “non è il momento di allentare le sanzioni” contro Mosca. Kallas ha inoltre indicato la Cina come possibile interlocutore decisivo: “Pechino ha stretti rapporti con la Russia e può convincerla a fermare questa guerra”.
Putin atteso in Cina
La Cina sarà al centro della visita di Vladimir Putin prevista questa settimana. Il Cremlino ha confermato che il presidente russo discuterà con Xi Jinping anche del progetto del gasdotto Power of Siberia 2, destinato a trasportare fino a 50 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia alla Cina passando per la Mongolia.





