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Crollo demografico, l’allarme Abi: “Senza interventi Pil giù del 18% entro il 2050”

Crollo demografico, l’allarme Abi: “Senza interventi Pil giù del 18% entro il 2050”

lunedì, 18 Maggio 2026
1 minuto di lettura

Il calo demografico rischia di trasformarsi in una delle principali emergenze economiche per l’Italia. Secondo un’indagine promossa dall’Abi nell’ambito del Comitato tecnico strategico ‘Evoluzione demografica e servizi bancari’, senza interventi mirati il Pil italiano potrebbe risultare inferiore di oltre il 18% nel 2050 e di oltre il 30% nel 2080 rispetto a uno scenario di popolazione stabile. Dietro le stime c’è la fotografia di un Paese che invecchia rapidamente e che continua a perdere popolazione attiva. Le previsioni Istat richiamate nello studio indicano infatti che entro il 2080 l’Italia potrebbe scendere dagli attuali 59 milioni di abitanti a circa 45,8 milioni, con una riduzione superiore ai 13 milioni di persone.

Parallelamente aumenterebbe il peso degli anziani: gli over 67 arriverebbero a rappresentare il 31% della popolazione totale.
A cambiare sarebbe soprattutto l’equilibrio tra chi lavora e chi necessita di sostegno previdenziale e sanitario. Se oggi ogni 100 persone in età lavorativa sostengono 49 tra giovani e anziani, nel 2050 dovrebbero sostenerne quasi 72 e nel 2080 circa 75. La popolazione attiva scenderebbe dall’attuale 67,3% al 58,2% nel 2050, con effetti ancora più accentuati nel Mezzogiorno.

Leve strategiche

Secondo l’Abi, però, esistono margini per contrastare questo scenario. Lo studio individua quattro leve strategiche sulle quali concentrare gli interventi: aumento dell’occupazione giovanile, maggiore partecipazione femminile al lavoro, crescita del numero di laureati occupati e gestione più efficiente dei flussi migratori regolari. L’effetto combinato di queste misure, secondo le simulazioni, potrebbe compensare integralmente nel lungo periodo l’impatto negativo della crisi demografica sulla crescita economica.

Il mondo bancario guarda già alla trasformazione demografica come a una sfida strutturale destinata a incidere non solo sull’economia, ma anche sui modelli sociali e sui bisogni delle famiglie. “Il calo delle nascite, l’invecchiamento e la trasformazione della struttura della popolazione ci pongono di fronte a sfide economiche, sociali e culturali rilevanti”, ha spiegato Gianni Franco Papa, Presidente del Comitato tecnico strategico Abi e amministratore delegato di Bper. Secondo Papa, le banche possono avere un ruolo centrale nel supportare la pianificazione previdenziale, la tutela della salute, il passaggio generazionale e l’imprenditoria giovanile e femminile.

Sulla stessa linea anche il Direttore generale dell’Abi Marco Elio Rottigni, secondo cui il sistema bancario è pronto a collaborare con le istituzioni per individuare nuove misure capaci di sostenere crescita e sostenibilità sociale. “Le nostre analisi evidenziano come interventi mirati su alcuni fattori chiave possano ridurre in misura significativa l’impatto negativo della dinamica demografica sulla crescita economica”, ha sottolineato.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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