Modena ha provato a rialzarsi ieri mattina tra il silenzio degli ospedali, le domande ancora aperte sull’attacco di sabato e il peso di immagini che la città non riesce a cancellare. Sergio Mattarella e Giorgia Meloni hanno scelto di esserci nel giorno più difficile, raggiungendo prima l’ospedale di Baggiovara e poi il Maggiore di Bologna, dove restano ricoverate quattro delle persone travolte dall’auto guidata da Salim El Koudri nel centro storico. Una visita breve, senza discorsi ufficiali, ma con parole rivolte ai medici, ai familiari e a chi ha fermato l’uomo dopo la corsa dell’auto tra la folla. Ad attendere il Capo dello Stato e il Premier c’erano il Presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale, il Sindaco di Modena Massimo Mezzetti e quello di Bologna Matteo Lepore. Mattarella ha incontrato l’équipe sanitaria che da ore segue i feriti. “Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica, ma anche abitualmente. Siamo consapevoli di ciò che fate ogni giorno”, ha detto ai medici di Baggiovara. Poi un altro passaggio, quasi a voler allargare il ringraziamento all’intero sistema sanitario: “Siete seguiti in questo caso particolarmente con attenzione e riconoscenza da tutti i nostri concittadini”.

Fuori dall’ospedale la folla ha accolto il Capo dello Stato con applausi e con un “Grazie Presidente” gridato da più persone. Un altro applauso ha accompagnato Luca Signorelli, l’uomo che per primo ha affrontato El Koudri dopo che il trentunenne era sceso dall’auto. Signorelli è rimasto ferito durante il tentativo di bloccarlo e ieri ha incontrato sia Mattarella che Meloni insieme ad altre persone intervenute in quei momenti concitati.
“L’Italia non è morta”
“Ho fatto vedere che l’Italia non è morta”, ha detto ai giornalisti lasciando l’ospedale. Parole che hanno colpito il Primo Ministro, che poche ore dopo gli ha dedicato un messaggio sui social. “Gli eroi non sono persone straordinarie: sono uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi”, ha scritto Meloni. Antonio Tajani ha annunciato che oggi sarà a Modena e ha proposto al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi un riconoscimento ufficiale per Signorelli e per gli altri cittadini intervenuti, tra cui due egiziani che hanno contribuito a fermare l’aggressore.

Intanto resta pesante il bilancio sanitario. Due donne sono ancora in condizioni critiche. Una 55enne si trova in Rianimazione all’ospedale Maggiore di Bologna: presenta diversi traumi e permane il pericolo di vita. Accanto a lei è ricoverato un uomo della stessa età, politraumatizzato, ma stabile. A Baggiovara sono invece assistite una donna di 69 anni, operata nelle scorse ore, e una 53enne sottoposta a più interventi chirurgici. Entrambe restano in prognosi riservata. Altri tre feriti sono stati dimessi. La Regione ha attivato un servizio di psicologia dell’emergenza per familiari, commercianti e cittadini presenti nel centro storico durante l’attacco.
Sul fronte giudiziario, Salim El Koudri continua a non parlare. Davanti ai magistrati si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il trentunenne, accusato di strage e lesioni aggravate, attende la convalida del fermo prevista nelle prossime ore. L’avvocato Francesco Cottafava ha riferito che il suo assistito si trova “in uno stato di confusione totale”.
Indagini
Le indagini, almeno per ora, allontanano la pista del terrorismo. Nei dispositivi elettronici di El Koudri non sarebbero emersi segnali di radicalizzazione islamista e i contenuti bloccati da Meta non avrebbero riferimenti jihadisti. Il Ministro dell’Interno Piantedosi, dopo un vertice in prefettura, ha parlato di “una situazione di disagio psichiatrico” che non attenua però “la tragicità degli effetti”. “Non c’è nulla che ci fosse sfuggito dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo”, ha aggiunto, invitando la città a sentirsi sicura sotto quel profilo. Anche Guido Crosetto ha ricondotto quanto accaduto a una dimensione personale e psicologica: “Un dramma legato probabilmente alla sfera individuale”, ha detto il Ministro della Difesa.
Il profilo di El Koudri resta al centro degli approfondimenti investigativi. Laureato in Economia all’Università di Modena, senza lavoro, aveva seguito in passato cure psichiatriche poi interrotte.
Fronte politico
La vicenda ha aperto anche un duro confronto politico. Matteo Salvini ha rilanciato la proposta della Lega sulla revoca della cittadinanza agli stranieri che commettono reati gravi: “La cittadinanza non può essere a vita. Ma Tajani ha replicato ricordando che El Koudri “è cittadino italiano”. Dall’opposizione sono arrivati appelli a evitare strumentalizzazioni. Carlo Calenda ha denunciato “gli sciacalli a due zampe” che sfruttano la rabbia per fini elettorali. Angelo Bonelli ha chiesto “responsabilità e senso delle istituzioni”, invitando a non trasformare la tragedia in propaganda. Roberto Vannacci ha invece contestato la lettura esclusivamente psichiatrica dell’attacco, sostenendo che non si possano ignorare aspetti culturali e ideologici.





