Almeno otto persone sono morte e altre 35 sono rimaste ferite in un violento scontro tra un treno passeggeri e un autobus a Bangkok, avvenuto nelle prime ore del mattino in una zona periferica della capitale thailandese. L’incidente, uno dei più gravi degli ultimi anni nel Paese, ha scosso profondamente l’opinione pubblica e riacceso il dibattito sulla sicurezza dei passaggi a livello, spesso considerati tra i punti più vulnerabili della rete ferroviaria nazionale. Secondo le prime ricostruzioni delle autorità, l’autobus stava attraversando un passaggio a livello non completamente automatizzato quando è stato colpito lateralmente dal convoglio in arrivo a velocità sostenuta.
L’impatto ha trascinato il mezzo per diversi metri, ribaltandolo e causando scene di caos immediato. I soccorritori hanno lavorato a lungo per estrarre i passeggeri intrappolati tra le lamiere, mentre le ambulanze hanno trasportato i feriti negli ospedali più vicini, alcuni dei quali in condizioni critiche. Le immagini diffuse dai media locali mostrano il bus completamente deformato e il treno fermo poco più avanti, con i binari disseminati di detriti. Le autorità ferroviarie hanno annunciato l’apertura di un’indagine per chiarire se il sistema di segnalazione fosse funzionante e se l’autista dell’autobus avesse ignorato eventuali avvisi luminosi o acustici. Testimoni riferiscono di aver visto il mezzo avanzare lentamente, forse a causa del traffico intenso o di una manovra esitante.
Il governo thailandese ha espresso cordoglio per le vittime e promesso interventi urgenti per migliorare la sicurezza dei passaggi a livello, un tema che ritorna ciclicamente dopo ogni incidente. In molte aree del Paese, infatti, la modernizzazione delle infrastrutture procede a rilento, mentre il traffico urbano continua a crescere. Per le famiglie colpite, però, le promesse istituzionali arrivano troppo tardi: la giornata si è chiusa con un bilancio drammatico che lascia Bangkok sotto shock.





