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Greenwashing, gli italiani non si fidano più: il 77% boccia i messaggi “green” delle aziende

giovedì, 14 Maggio 2026
1 minuto di lettura

In un’Europa che accelera sulla regolamentazione dei green claims per arginare il rischio di greenwashing, la comunicazione ambientale delle aziende si scontra con un dato sempre più difficile da ignorare: in Italia, tre cittadini su quattro non si fidano. Il 77,1% degli italiani giudica infatti poco credibili i messaggi legati alla sostenibilità diffusi dai brand. È quanto emerge dal Sustainability Study 2026 di FFIND, agenzia indipendente specializzata nella raccolta di dati quantitativi e qualitativi su scala globale. La ricerca ha analizzato comportamenti, percezioni e attitudini di 5.000 consumatori in cinque Paesi europei: Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna.

Il dato italiano racconta un cambio di passo nel rapporto tra consumatori e imprese. La crescente attenzione al greenwashing non resta confinata alla sfera delle opinioni, ma si traduce in comportamenti d’acquisto concreti. Il 52,8% degli italiani dichiara di aver già smesso di acquistare un prodotto o un brand per motivi ambientali e, tra questi, oltre un terzo lo ha fatto in modo ripetuto.

Risposta diffusa

Il boicottaggio, dunque, non appare più come un fenomeno marginale o legato a nicchie particolarmente sensibili, ma come una risposta immediata e diffusa. Alla scoperta di pratiche ritenute ingannevoli, il 68,5% dei consumatori interromperebbe gli acquisti, mentre il 65,3% attiverebbe un passaparola negativo tra amici, familiari e sui social media. Un meccanismo capace di amplificare rapidamente il danno reputazionale e sempre meno controllabile direttamente dai brand. La sfiducia, comunque, convive con una consapevolezza ancora incompleta. Il termine greenwashing è ormai entrato nel linguaggio comune, ma non sempre viene compreso fino in fondo: il 43,5% degli italiani dichiara di conoscerlo, ma solo il 23,9% è in grado di fornirne una definizione corretta. Questo divario alimenta un clima di sospetto generalizzato, in cui anche le iniziative realmente fondate rischiano di essere percepite come operazioni di marketing.

A frenare la transizione verso comportamenti più sostenibili restano inoltre barriere strutturali. Il principale ostacolo indicato dagli italiani è il costo dei prodotti sostenibili, citato dal 34,3% del campione. Seguono la scarsa disponibilità di alternative e la mancanza di tempo o praticità. Un segnale che mette in evidenza un rischio: la sostenibilità potrebbe diventare un privilegio accessibile soprattutto ai segmenti più abbienti e istruiti, anziché una scelta realmente diffusa.

Elementi concreti

Secondo lo studio, a guidare il cambiamento non sono tanto i valori dichiarati quanto gli elementi concreti e tangibili. Il 42,8% degli italiani indica come leva principale la possibilità di vedere risultati reali, mentre il 27,1% cita gli incentivi economici. La comunicazione ambientale, quindi, funziona quando abbandona formule astratte e promesse generiche per tradursi in benefici misurabili, verificabili e comprensibili.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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