La Commissione Europea ha annunciato che a partire da settembre la carne bovina proveniente dal Brasile sarà vietata nel mercato unico, una decisione che segna un punto di svolta nei rapporti commerciali tra Bruxelles e Brasilia. Il provvedimento arriva dopo mesi di ispezioni e tensioni diplomatiche, in seguito alle ripetute violazioni degli standard sanitari e ambientali richiesti dall’Unione. Secondo fonti comunitarie, le autorità europee avrebbero individuato “gravi irregolarità” nei controlli veterinari e nella tracciabilità delle filiere, oltre a un aumento dei rischi legati alla deforestazione dell’Amazzonia.
Il divieto colpirà uno dei settori più strategici dell’economia brasiliana, che esporta ogni anno milioni di tonnellate di carne verso l’Europa. Le associazioni agricole europee hanno accolto la decisione come una vittoria per la sicurezza alimentare e per la concorrenza leale, mentre il governo brasiliano ha definito la misura “ingiustificata e discriminatoria”, annunciando l’intenzione di contestarla presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Per Bruxelles, tuttavia, la priorità resta la tutela dei consumatori e il rispetto degli impegni climatici assunti dagli Stati membri.
Il divieto arriva in un momento in cui l’UE sta rafforzando le norme contro l’importazione di prodotti legati alla deforestazione, con nuove regole che entreranno pienamente in vigore entro la fine dell’anno. La carne bovina brasiliana è da tempo al centro delle critiche di ONG e ricercatori, che denunciano la connessione tra allevamenti intensivi, incendi e perdita di biodiversità. La Commissione sostiene che il Brasile non abbia fornito garanzie sufficienti per assicurare che le esportazioni verso l’Europa rispettino gli standard richiesti. Gli operatori del settore temono ripercussioni sui prezzi e sulla disponibilità di carne bovina nel mercato europeo, mentre alcuni Stati membri chiedono misure di sostegno per evitare squilibri interni.





