La genitorialità in Italia si accompagna sempre più spesso a solitudine, senso di inadeguatezza e difficoltà emotive.
È il quadro che emerge dal nuovo sondaggio diffuso da Unicef Italia al termine della Settimana Europea della Salute Mentale, realizzato da Youtrend su oltre 8.900 persone e contenuto nella pubblicazione ‘Eppur siam soli – La salute mentale dei genitori nella prima infanzia’.
Secondo l’indagine essere genitori si è rivelato più difficile del previsto per oltre la metà dei partecipanti: il dato riguarda il 72% delle donne e il 56% degli uomini. Una distanza che si amplia ulteriormente sul fronte della salute mentale e della percezione di isolamento.
Il 65% delle donne ha dichiarato di aver vissuto momenti di solitudine o isolamento, contro il 40% degli uomini. Più della metà delle madri intervistate racconta di aver provato tristezza senza apparente motivo e la sensazione di “non farcela”.
Quasi quattro donne su dieci affermano inoltre di sentirsi spesso o quasi sempre in colpa come genitore, mentre il 44% percepisce una scarsa condivisione della cura dei figli con il partner.
Riflessione
“I dati offrono un importante spunto di riflessione sulla percezione della genitorialità”, ha dichiarato Nicola Graziano. “La salute mentale dei genitori, la possibilità di non sentirsi soli nel post-parto e la condivisione dei carichi di cura sono bisogni comuni che attraversano tutte le famiglie”.
Il sondaggio fotografa anche le paure che accompagnano gravidanza e adozione. La principale preoccupazione resta la salute del bambino, indicata dal 56% delle donne e dal 60% degli uomini. Seguono il timore di non essere all’altezza come genitore e l’impatto sulla vita di coppia.
Per le donne pesa soprattutto anche la paura delle conseguenze sulla carriera lavorativa, indicata dal 33% delle intervistate, contro il 16% degli uomini.
Dopo la nascita o l’adozione, il quadro emotivo appare ancora più complesso. Circa il 75% dei neogenitori dichiara di vivere in uno stato di stanchezza continua. Irritabilità, rabbia e ansia sono esperienze diffuse sia tra madri sia tra padri, ma con percentuali più elevate tra le donne. Non manca nemmeno il distacco emotivo dal bambino, riportato dal 18% delle donne e dal 13% degli uomini.
Senso di colpa
Particolarmente significativo il tema del senso di colpa. Alla domanda se si sentano “abbastanza bravi” come genitori, quasi la metà degli intervistati ha risposto “qualche volta”, mentre il 32% delle donne e il 17% degli uomini ha ammesso di sentirsi in colpa spesso. Un sentimento alimentato anche dal giudizio esterno: oltre l’85% delle neomamme e più del 60% dei neopapà raccontano di essersi sentiti giudicati nel proprio ruolo genitoriale, soprattutto da suoceri, familiari e dalla società. Resta inoltre difficile conciliare lavoro e cura dei figli. Oltre il 74% delle donne definisce questa gestione “abbastanza” o “molto difficile”, percentuale che scende al 64% tra gli uomini.
Per migliorare il benessere delle famiglie, i genitori chiedono soprattutto congedi parentali più lunghi e meglio retribuiti, maggiore flessibilità lavorativa e più servizi pubblici per la prima infanzia, come asili nido e consultori accessibili.
Salute pubblica
Secondo Unicef Italia la salute mentale dei genitori deve essere considerata una vera questione di salute pubblica, perché strettamente legata allo sviluppo e al benessere psicologico dei bambini. Tra le raccomandazioni avanzate dall’organizzazione figurano il rafforzamento dei servizi territoriali post-parto, maggiori politiche family-friendly e investimenti nei servizi educativi per la prima infanzia.





