Questa mattina il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani e il Rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli hanno sottoscritto, presso l’Aula Magna dell’Ateneo, un Protocollo di Intesa fra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e l’Università di Parma avente come principale ambito di applicazione le scienze forensi. Presenti alla sottoscrizione la Vicedirettrice del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale Federica Bianchi, referente scientifica del protocollo per l’Università di Parma, e il Direttore centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica Luigi Rinella, referente scientifico del protocollo per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
L’accordo si propone di instaurare un rapporto di collaborazione in cui le attività didattiche e di ricerca dell’Università di Parma e le competenze istituzionali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza possano integrarsi e coordinarsi.
Scienze forensi
Pur non essendo limitato ad esso, l’ambito di applicazione riguarda in primis le Scienze forensi.
Sulla base del protocollo d’intesa, l’Università di Parma e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza si impegnano a promuovere, sviluppare e consolidare opportunità e iniziative di collaborazione in campo scientifico, tecnologico e di ricerca, in particolare nelle discipline afferenti alle scienze forensi e con specifico riferimento al settore della chimica analitica forense applicata, grazie allo sviluppo di nuove metodologie analitiche basate sull’utilizzo di strumentazione avanzata a supporto delle indagini chimiche e dell’attività di ricerca.
Sarà anche promossa la realizzazione di progetti comuni che includono tesi di laurea e di dottorato, seminari, workshop, stage, tirocini, tesi e altre attività negli ambiti di interesse. Si potranno inoltre promuovere progetti didattici e formativi in cui i docenti universitari e le docenti universitarie supportino la formazione specialistica del personale della Polizia di Stato e, viceversa, esperte ed esperti della Polizia di Stato possano integrare l’offerta formativa dell’Università di Parma nel settore chimico-analitico forense mettendo a disposizione le proprie conoscenze e competenze in materia.
Il Capo della Polizia Pisani considera l’odierna sottoscrizione un passaggio strategico per rafforzare il rapporto tra pratica forense e mondo accademico. “Nel processo penale contemporaneo, la prova scientifica ha assunto un ruolo sempre più centrale, superando la precedente prevalenza della testimonianza e rendendo indispensabile un dialogo stabile con la ricerca per migliorare le tecniche di sopralluogo, repertazione e analisi delle tracce. Un aspetto rilevante riguarda il valore dei casi pratici provenienti dall’esperienza giudiziaria, che possono offrire alla ricerca scientifica elementi utili per individuare criticità, correggere errori e sviluppare soluzioni più efficaci”.
In questa prospettiva, la collaborazione con l’università viene presentata come uno strumento essenziale per garantire un costante aggiornamento metodologico e per affrontare con maggiore rigore le problematiche emerse anche nei processi di maggiore esposizione pubblica.
“Occorre sottolineare– continua il Prefetto Pisani- l’importanza della presenza istituzionale della Polizia nel contesto universitario, poiché i ruoli tecnici e scientifici dell’amministrazione si alimentano attraverso il contributo di laureati in discipline specialistiche, tra cui chimica, biologia, fisica, informatica, ingegneria e architettura. In quest’ottica l’università non è solo un luogo di ricerca e formazione, ma anche un bacino fondamentale per il reclutamento, la qualificazione professionale e lo scambio di buone pratiche. L’odierno protocollo è parte di una strategia più ampia volta a consolidare la presenza della Polizia di Stato nel sistema universitario, con l’obiettivo di promuovere innovazione scientifica, formazione continua e integrazione tra sapere teorico e applicazione operativa”.
Opportunità istituzionale
Il Rettore Paolo Martelli sottolinea come il protocollo rappresenti una rilevante opportunità istituzionale e scientifica per l’Ateneo e un riconoscimento del valore della sua ricerca, oltre che una concreta espressione della vocazione dell’Università a sviluppare relazioni sinergiche con il territorio e con le istituzioni. “Il protocollo rappresenta un accordo quadro tra l’Università e la Polizia di Stato, destinato a essere sviluppato tramite successivi accordi attuativi, con l’obiettivo di promuovere uno scambio strutturato di conoscenze e competenze in ambiti di interesse comune, soprattutto nelle scienze forensi e, in particolare, nella chimica analitica forense. Il sapere scientifico universitario riveste oggi una funzione centrale, spesso decisiva, nel sistema giudiziario contemporaneo e nella tutela della sicurezza pubblica.
I significativi progressi compiuti negli ultimi decenni in discipline quali biologia, genetica, dattiloscopia, geologia forense, entomologia forense e cyber-forensics, consentono di trasformare tracce invisibili o apparentemente trascurabili in elementi probatori oggettivi e verificabili. Particolare attenzione è riservata alla genetica forense e alle biotecnologie applicate, con riferimento al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, riconosciuto come Dipartimento di eccellenza e individuato quale principale struttura scientifica di riferimento del protocollo. Il protocollo prevede la realizzazione congiunta di attività di didattica, ricerca e terza missione, comprese iniziative seminariali, workshop, stage, tirocini e tesi, in una logica di reciproca valorizzazione delle competenze”.
Successivamente si è tenuta l’inaugurazione della mostra La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di Polizia Scientifica, in programma dal 4 al 25 maggio 2026 al Complesso monumentale della Pilotta presso le sale dei Voltoni del Guazzatoio. L’iniziativa è promossa dalla Polizia di Stato, organizzata dal Gabinetto Regionale Polizia Scientifica Lombardia e realizzata grazie al sostegno di Barilla. Il percorso espositivo, articolato in sette ambienti, ripercorre la storia della Polizia Scientifica dalle origini sino ai giorni nostri, con lo sguardo rivolto alle più avanzate tecniche dell’indagine forense. La mostra è visitabile gratuitamente tutti i giorni, dalle 9 alle 18, a eccezione del lunedì.
La mostra è visitabile gratuitamente tutti i giorni, dalle 9:00 alle 18:00, ad eccezione del lunedì e si inserisce nell’ambito del percorso di educazione alla legalità realizzato dalla Questura di Parma insieme alle scuole, attraverso specifiche iniziative rivolte agli studenti, in collaborazione con il Provveditorato agli Studi.
Viaggio multimediale
Si tratta di un viaggio multimediale che offre ai visitatori la possibilità di ascoltare, leggere, comprendere e apprezzare le attività svolte dalla Polizia Scientifica in tutte le loro declinazioni, attraverso la lente di ingrandimento dello specialista. Il percorso espositivo è articolato in sette ambienti, ognuno caratterizzato da un colore e una disciplina specifica, e ripercorre la storia della Polizia Scientifica dalle origini, che risalgono al 1903 con l’istituzione della prima scuola di Polizia Scientifica ad opera del medico legale Salvatore Ottolenghi. Il racconto si snoda fino ai giorni nostri, con lo sguardo rivolto alle più avanzate tecniche dell’indagine forense.
In ogni ambiente, la narrazione è guidata dalla voce del giornalista Gianluigi Nuzzi, che approfondisce ogni tematica svelando i principi scientifici e i metodi di lavoro che si celano dietro le molteplici competenze affidate a questo comparto specialistico della Polizia di Stato. Un viaggio trasversale che coglie le trasformazioni e i successi della Polizia Scientifica negli oltre 120 anni della sua storia, anche attraverso il racconto di eventi di cronaca, con le testimonianze esclusive di chi ha operato sulla scena e di chi ha svolto le indagini forensi, a iniziare dalla strage di Via Palestro a Milano.
L’evoluzione
Il percorso espositivo racconta l’evoluzione della Polizia Scientifica attraverso diverse sale tematiche. Si parte dalle origini, con la nascita della disciplina grazie a Salvatore Ottolenghi e l’introduzione del metodo scientifico nell’identificazione dei soggetti. Si passa poi all’impronta digitale, spiegandone caratteristiche e utilizzo. Le sale successive illustrano il ruolo delle riprese video nelle attività di polizia, le procedure e le tecniche utilizzate nella scena del crimine, e le analisi di laboratorio nella sezione dedicata all’analisi delle tracce (genetica, balistica, chimica).
Un altro ambiente approfondisce le tecnologie avanzate e l’uso dell’intelligenza artificiale nelle indagini moderne, mentre l’ultima sala mostra le tecniche di ricostruzione 3D delle scene del crimine, anche per casi storici. L’intero percorso è interattivo e multimediale, permettendo ai visitatori di comprendere e immedesimarsi nel lavoro degli specialisti della Polizia Scientifica.





