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Condizioni tese nello stretto di Hormuz
Immagine generata da AI: Condizioni tese nello stretto di Hormuz

Hormuz resta bloccato, spari contro due cargo. Trump proroga la tregua con l’Iran, ma mantiene l’assedio navale

mercoledì, 22 Aprile 2026
3 minuti di lettura

Lo Stretto di Hormuz resta chiuso alla navigazione commerciale mentre il presidente americano Donald Trump ha annunciato la proroga del cessate il fuoco nonostante le minacce di ieri. In un messaggio pubblicato su Truth ha sostenuto che Teheran perderebbe “500 milioni di dollari al giorno” con la chiusura del passaggio e che revocare l’assedio impedirebbe un’intesa. Il presidente americano ha anche attaccato il Wall Street Journal, aggiungendo che “nessuno mi considera un fesso”.
Parallelamente, secondo l’agenzia marittima britannica Ukmto, una nave mercantile in uscita dall’Iran è stata raggiunta da spari a circa otto miglia nautiche dalla costa della Repubblica islamica ed è rimasta ferma in acqua. L’equipaggio risulta illeso e non si registrano danni. Poco prima un altro mercantile era stato attaccato da una motovedetta iraniana mentre si trovava al largo dell’Oman. In questo caso sarebbero stati riportati danni significativi al ponte di comando. Media greci identificano la nave colpita come la portacontainer Epaminondas, battente bandiera liberiana, di proprietà della compagnia ellenica Technomar Shipping e gestita da MSC Mediterranean Shipping Company.

Teheran condiziona i negoziati

L’Iran da parte sua lega la ripresa dei colloqui con Washington alla revoca del blocco. L’ambasciatore iraniano all’Onu Amir-Saeid Iravani ha dichiarato che “non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad”. Teheran sostiene di essere pronta sia a una soluzione politica sia a un eventuale ritorno del conflitto.
Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha però precisato che la Repubblica islamica “non ha mai dichiarato” la propria partecipazione certa al secondo round di colloqui in Pakistan e che nessuna decisione definitiva è stata ancora presa.
Secondo Axios, Washington e il Pakistan attendono una risposta della guida suprema Mojtaba Khamenei all’ultima proposta americana. Fonti citate dal sito riferiscono che i negoziatori iraniani sarebbero in attesa del via libera finale.

Tajani sente Araghchi

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con il collega iraniano Abbas Araghchi. Secondo fonti italiane, Tajani avrebbe incoraggiato Teheran a una rapida intesa che garantisca la riapertura dello Stretto. Dal canale Telegram di Araghchi si apprende che i due hanno discusso degli “ultimi sviluppi regionali”, del cessate il fuoco e della diplomazia. Nel Regno Unito è iniziata una riunione tecnico militare tra i rappresentanti di circa trenta Paesi aderenti alla cosiddetta “Coalizione per Hormuz”, iniziativa promossa da Londra e Parigi per preparare una futura missione di pattugliamento del Golfo a tutela della libertà di navigazione. Tra i Paesi presenti c’è anche l’Italia. La Marina militare italiana si è detta pronta, una volta cessate le ostilità, anche a eventuali operazioni di sminamento.

Energia, allarme Ue

La Commissione europea ha reso noto che dall’inizio del conflitto regionale, a marzo, e dalla chiusura di Hormuz, l’Unione europea ha già speso 24 miliardi di euro per importazioni di combustibili fossili. Bruxelles avverte che gli effetti su crescita e inflazione potrebbero essere “significativi” e protrarsi per diversi mesi, con ricadute economiche e sociali oltre il settore energetico. Il Brent intanto sfiora quota 100 dollari al barile, segnale di una crescente pressione sui mercati.

Raid israeliani sul Libano

Sul fronte libanese, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha invitato Beirut a “lavorare insieme” contro Hezbollah alla vigilia del secondo round di colloqui diretti previsto a Washington. Hezbollah respinge ogni ipotesi di disarmo e chiede il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano.
Secondo media regionali, l’esercito israeliano ha ucciso due presunti membri di Hezbollah accusati di aver superato la “Linea Gialla” nel Libano meridionale. Segnalati anche bombardamenti su Bint Jbeil, Khiam e Hanin. Nell’est del Libano, un attacco con droni sul villaggio di Jabbour ha causato un morto e due feriti. Israele ha negato il coinvolgimento.

Ancora violenze dei coloni in CIsgiordania

Nuova escalation anche in Cisgiordania. A Beit Imrin, nel nord del territorio, coloni israeliani hanno incendiato case e veicoli ferendo otto persone, tra cui un neonato intossicato dal fumo.
Secondo fonti palestinesi, quattro palestinesi sono stati uccisi ieri in diversi episodi. Tra loro due minorenni studenti. A Hebron il sedicenne Muhammad Majdi al-Ja’bari sarebbe stato investito da un veicolo appartenente alla scorta di un ministro israeliano residente in un insediamento. Ad al-Mughayyir sono morti il quattordicenne Aws Hamdi al-Naasan e il trentaduenne Marzouq Abu Naim durante un attacco armato di coloni. A Jenin è infine deceduto un uomo ferito due anni fa da colpi sparati dall’esercito israeliano.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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