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La Spagna chiude lo spazio aereo a Usa e Israele, Trump minaccia nuove mosse sull’Iran

lunedì, 30 Marzo 2026
2 minuti di lettura

La Spagna ha deciso di chiudere il proprio spazio aereo ai velivoli statunitensi e israeliani coinvolti nella guerra contro l’Iran, estendendo il divieto anche ai voli provenienti da Paesi terzi. Madrid aveva già negato l’uso delle basi di Rota e Morón. Il governo spagnolo ha motivato la scelta con la volontà di “non partecipare e di non contribuire a una guerra iniziata in maniera unilaterale e contro il diritto internazionale”.
Il vicepresidente economico Carlos Cuerpo ha assicurato che la decisione non comprometterà i rapporti con Washington, sottolineando che i contatti “procedono con totale normalità” e che gli investimenti reciproci restano solidi. La mossa segna però una frattura politica significativa all’interno del fronte occidentale.

Sul piano politico, il presidente statunitense Donald Trump ha rivendicato i risultati militari e rilanciato nuove minacce. “Grande giorno in Iran. Molti obiettivi da tempo nel mirino sono stati colpiti e distrutti dal nostro grande esercito”, ha scritto su Truth. In un’intervista ha aggiunto che gli Stati Uniti potrebbero impadronirsi del principale terminal petrolifero iraniano: “Potremmo prendere Kharg o potremmo non prenderla. Abbiamo molte opzioni… potremmo farlo molto facilmente”.
Trump ha inoltre parlato di un possibile esito negoziale, sostenendo che di fatto a Teheran si sia verificato un “cambio di regime” e che un accordo “potrebbe esserci a breve”. Il presidente ha anche dichiarato che l’Iran avrebbe accettato il passaggio di 20 petroliere nello Stretto di Hormuz “in segno di rispetto”.

Teheran respinge le proposte Usa

Dall’Iran arrivano però segnali opposti. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha definito il piano americano “eccessivo e irragionevole”, precisando che non ci sono contatti diretti con Washington e che eventuali messaggi sono arrivati tramite intermediari, tra cui il Pakistan. Secondo Teheran, la posizione iraniana resta invariata.
I Pasdaran hanno intanto confermato l’uccisione del comandante della Marina, Alireza Tangsiri, ma hanno assicurato di mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz, mentre la nuova guida iraniana Mojtaba Khamenei ha ringraziato l’Iraq per il sostegno nella guerra contro Stati Uniti e Israele.

Nuovi attacchi e tensioni regionali Israele ha annunciato nuovi raid contro infrastrutture governative iraniane a Teheran, mentre missili lanciati verso Haifa hanno provocato un incendio in un impianto della raffineria Bazan dopo la caduta di detriti. In parallelo, Siria e Paesi del Golfo segnalano l’estensione del conflitto. Damasco ha denunciato un attacco “su vasta scala” con droni contro basi vicino al confine iracheno, affermando di aver abbattuto la maggior parte dei velivoli e promettendo una risposta per “neutralizzare le minacce”.

Kuwait e Arabia Saudita hanno riferito di aver intercettato cinque droni ciascuno. Secondo fonti citate da Reuters, Turchia, Egitto e Arabia Saudita starebbero valutando un consorzio per gestire i flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz, nel tentativo di contenere l’escalation.
La crisi continua a pesare sui mercati energetici. Il Brent è salito sopra i 115 dollari al barile, mentre il Wti ha superato i 101 dollari, ai massimi dal 2022. Anche il gas europeo si mantiene sopra i 55 euro per megawattora. Le borse europee hanno tentato un rimbalzo, ma restano condizionate dalle tensioni nel Golfo.

In Libano, l’Unifil ha annunciato la morte di un peacekeeper in un’esplosione nel sud del Paese, mentre l’Oms ha denunciato l’uccisione di un paramedico in un attacco contro un’ambulanza. L’esercito israeliano ha inoltre condannato l’aggressione di militari a una troupe della CNN, definendola “un grave incidente etico”.
Sul piano diplomatico, la Turchia ha ribadito di non essere parte del conflitto, definendo “disinformazione” le voci su un suo possibile intervento. Anche il fronte europeo resta diviso, con la decisione spagnola che segna il dissenso più esplicito finora tra alleati occidentali.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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