Il senatore statunitense Marco Rubio si prepara a partire per la Francia con l’obiettivo dichiarato di persuadere gli alleati più scettici del G7 della necessità di una linea militare contro l’Iran. Il viaggio, anticipato da fonti diplomatiche, arriva in un momento di forte tensione in Medio Oriente e di crescente pressione interna negli Stati Uniti affinché Washington assuma una posizione più assertiva nei confronti di Teheran. Secondo le stesse fonti, Rubio intende presentare ai partner europei un quadro dettagliato delle attività iraniane nella regione, sostenendo che le recenti escalation richiedano una risposta coordinata e, se necessario, anche l’uso della forza.
Francia, Germania e Italia restano però cautissime: temono che un conflitto aperto possa destabilizzare ulteriormente l’area, compromettere le rotte energetiche e alimentare nuove ondate migratorie verso l’Europa. Parigi, in particolare, continua a privilegiare la via diplomatica, insistendo sulla necessità di mantenere aperti i canali con Teheran. Il viaggio di Rubio rischia quindi di trasformarsi in un banco di prova per la coesione del G7. Gli Stati Uniti spingono per un fronte compatto, mentre le capitali europee temono di essere trascinate in una crisi che potrebbe avere ripercussioni dirette sul continente. A complicare il quadro c’è anche la posizione del Regno Unito, più vicino alle posizioni americane ma ancora prudente nel sostenere un’azione militare.
Gli analisti sottolineano che la missione di Rubio non mira solo a convincere gli alleati, ma anche a misurare il margine politico disponibile in vista di eventuali decisioni future. In un contesto internazionale segnato da conflitti multipli e da un equilibrio regionale sempre più fragile, il viaggio in Francia potrebbe rivelarsi un passaggio cruciale per capire se il G7 è disposto a seguire Washington su una strada che molti considerano estremamente rischiosa.





