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Guerra USA Iran
Il Presidente USA, Donald Trump

Usa colpiscono Kharg, 90 obiettivi militari distrutti. Trump: “Possiamo attaccare anche il terminal petrolifero”

Teheran: “Hormuz chiuso alle navi dei nemici”. Missili e droni iraniani sugli Emirati, esplosioni a Tel Aviv, droni contro filiali Citibank nel Golfo. I Pasdaran minacciano banche Usa nella regione. Pahlavi: “Pronto a guidare l’Iran dopo il regime”.
domenica, 15 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Le forze statunitensi hanno condotto un massiccio attacco contro l’isola iraniana di Kharg, colpendo oltre novanta obiettivi militari. Secondo il Comando centrale americano (Centcom), l’operazione ha preso di mira depositi di mine navali, bunker missilistici e altre infrastrutture militari utilizzate per il controllo dello stretto. Tra gli obiettivi colpiti ci sarebbero anche una postazione di difesa aerea, la torre di controllo dell’aeroporto dell’isola e alcune strutture militari collegate al porto.Washington ha precisato che le installazioni petrolifere non sono state colpite. L’isola di Kharg rappresenta infatti il punto di partenza di oltre il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane, circa un milione e mezzo di barili di petrolio al giorno. Teheran ha sostenuto che le attività del terminal energetico proseguono regolarmente e che le esportazioni non sono state interrotte.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la scelta di non colpire il terminal petrolifero è stata dettata da “ragioni di decenza”, ma ha avvertito che la decisione potrebbe essere rivista se l’Iran continuerà a ostacolare la navigazione nello stretto. Tuttavia sul piano diplomatico non emergono segnali di distensione. L’amministrazione Trump ha respinto diversi tentativi di avviare negoziati per un cessate il fuoco.

Hormuz chiuso ai nemici

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il passaggio marittimo non è completamente chiuso, ma che il blocco riguarda “le petroliere e le navi dei nemici e dei loro alleati”. Due petroliere indiane cariche di gas liquefatto sono riuscite a passare e hanno proseguito la navigazione verso i porti della costa occidentale dell’India.

Trump ha invitato diversi Paesi a partecipare a una missione navale internazionale per garantire la sicurezza della rotta. “Molti Paesi invieranno navi da guerra per mantenere lo Stretto aperto e sicuro”, ha scritto sul suo social Truth, citando tra gli altri Regno Unito, Francia, Giappone, Corea del Sud e Cina. Il presidente americano ha anche minacciato bombardamenti continui contro le forze navali iraniane lungo la costa del Golfo. Londra ha confermato di stare valutando “una serie di opzioni” insieme agli alleati per proteggere il traffico commerciale nella regione.

Attacchi nella regione

Mentre proseguono le operazioni militari, la crisi continua a produrre nuovi episodi di violenza in diversi Paesi del Medio Oriente. A Isfahan, nell’Iran centrale, un attacco attribuito a Stati Uniti e Israele ha causato almeno quindici morti e diversi feriti. Secondo le agenzie iraniane è stata colpita una fabbrica di apparecchiature industriali dove erano presenti numerosi operai.Missili e droni sono stati intercettati anche negli Emirati Arabi Uniti. Il ministero della Difesa di Abu Dhabi ha dichiarato che in una sola giornata sono stati lanciati nove missili balistici e trentatré droni. Dall’inizio della guerra gli Emirati affermano di aver subito 294 missili balistici, 15 missili da crociera e circa 1.600 droni iraniani.

Nuovi attacchi hanno colpito anche obiettivi occidentali nella regione. Droni di origine non identificata hanno preso di mira tre filiali della banca statunitense Citibank a Dubai e a Manama, mentre un drone ha colpito il consolato degli Emirati ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, ferendo due addetti alla sicurezza. Forti esplosioni sono state udite anche nel centro di Tel Aviv dopo l’allarme aereo per il lancio di missili dall’Iran. In Libano l’aviazione israeliana ha ucciso, secondo le Forze di difesa israeliane, Hisham Abd al Karim Yassin, indicato come comandante chiave collegato alla Forza Quds dei Pasdaran e alle comunicazioni di Hezbollah.

Il fronte interno

Teheran ha risposto alle operazioni americane con nuove minacce. I Pasdaran hanno dichiarato che tutte le filiali di banche statunitensi in Medio Oriente potranno essere considerate “obiettivi legittimi” se Washington continuerà a colpire istituti finanziari iraniani. Il governo iraniano sostiene inoltre che la guerra ha già provocato danni enormi alle infrastrutture civili. Secondo la portavoce Fatemeh Mohajerani oltre 42.000 edifici sono stati danneggiati, tra cui circa 36.000 abitazioni e più di cento scuole. Nel conflitto sarebbero morte 223 donne e oltre duemila sarebbero rimaste ferite. Intanto l’opposizione monarchica torna a farsi sentire. Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià e residente negli Stati Uniti, ha dichiarato di essere pronto a guidare un governo di transizione “non appena cadrà la Repubblica islamica”.

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