Il governo canadese ha annunciato un piano di investimenti da decine di miliardi di dollari per rafforzare la presenza militare nell’Artico, una delle regioni più strategiche e contese del pianeta.
Il progetto, presentato come la più ampia modernizzazione della difesa settentrionale degli ultimi decenni, mira a potenziare infrastrutture, capacità di sorveglianza e mezzi operativi in un’area dove lo scioglimento dei ghiacci sta aprendo nuove rotte commerciali e accendendo rivalità geopolitiche. Ottawa considera l’Artico non solo un territorio da proteggere, ma un fronte cruciale nella competizione globale, soprattutto alla luce dell’attivismo russo e cinese nella regione.
Il piano prevede l’ammodernamento del sistema radar di allerta precoce, la costruzione di nuove basi logistiche e l’acquisto di mezzi in grado di operare in condizioni estreme, dai pattugliatori rompighiaccio ai velivoli a lungo raggio. Una parte significativa dei fondi sarà destinata anche alla cooperazione con gli Stati Uniti, partner storico nella difesa del continente attraverso il comando congiunto NORAD.
Le autorità canadesi sottolineano che l’obiettivo è garantire la sicurezza del Nord in un contesto in cui le minacce non sono più solo militari, ma includono cyberattacchi, attività di intelligence e pressioni economiche.
La decisione arriva in un momento di crescente attenzione internazionale sull’Artico, dove la Russia ha intensificato la presenza militare e la Cina si propone come “Stato quasi artico”, investendo in ricerca, infrastrutture e rotte commerciali. Per Ottawa, il rischio è che il Canada resti indietro in una regione che rappresenta il 40% del suo territorio e che ospita comunità vulnerabili, infrastrutture critiche e risorse naturali di enorme valore strategico.





