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Energia e carburanti, stangata da 14 miliardi su famiglie e imprese

Confesercenti: 6,9 miliardi di rincari dai carburanti e 7,1 dalle bollette. L’aumento cancella i benefici del DL Bollette e frenerebbe consumi e crescita
giovedì, 12 Marzo 2026
2 minuti di lettura

I rincari di carburanti ed energia seguiti all’esplosione del conflitto in Iran rischiano di tradursi in una stangata complessiva da circa 14 miliardi di euro l’anno per le famiglie italiane. A quadro invariato e in assenza di interventi correttivi, gli italiani si troverebbero a spendere 6,9 miliardi di euro in più per i carburanti e altri 7,1 miliardi per le bollette energetiche. Parallelamente, per lo Stato si determinerebbe un maggior gettito IVA complessivo di circa 1,9 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi derivanti dai carburanti e 700 milioni dalle bollette. È la stima elaborata da Confesercenti sugli effetti dei rincari dei prezzi di energia e carburanti in corso, realizzata insieme al Gruppo d’Acquisto Confesercenti Innova Srl Energia Ambiente.

Decreto bollette insufficiente

Secondo l’analisi, l’aumento dei costi di energia e carburanti finirebbe di fatto per cancellare i benefici previsti dal DL Bollette, colpendo due componenti obbligate della spesa e comprimendo la capacità di acquisto di famiglie e imprese. Il peso complessivo di carburanti e bollette sul bilancio delle famiglie passerebbe infatti dal 7,4% registrato nel 2025 all’8,4% nel 2026.

Aumenti rilevanti

Per le imprese gli aumenti sono già rilevanti. Per l’energia elettrica si stimano rincari annui pari a circa 1.282 euro per un ristorante con consumi di 50.000 kWh, 770 euro per un albergo con 30.000 kWh e fino a 3.026 euro per un supermercato con consumi di 111.000 kWh. Sul fronte del gas, l’aggravio annuo stimato è di 630 euro per un ristorante con consumi di 6.228 metri cubi e di circa 800 euro per un albergo con 8.803 metri cubi.

Danno su crescita e sul Pil

Le ricadute si estenderebbero all’intero sistema economico. L’impatto sull’inflazione porterebbe il tasso dal valore di base dell’1,8% al 2,5%. I consumi reali subirebbero una riduzione stimata in 3,9 miliardi di euro, con la crescita che passerebbe dallo 0,8% allo 0,5%. Anche il Pil risentirebbe del caro energia e carburanti, con un impatto negativo stimato in 5,5 miliardi di euro e una revisione della crescita dallo 0,7% allo 0,4%.

Energia, riforma fiscale necessaria

“Le famiglie – ma anche le imprese – rischiano di pagare un conto pesantissimo, mentre l’erario incasserebbe un extragettito IVA consistente”, evidenzia il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi. “È una dinamica che va corretta: almeno una parte di queste risorse dovrebbe essere restituita per attenuare l’impatto dei rincari su consumi, attività economiche e crescita. Ma il nodo non è soltanto emergenziale. Serve intervenire in modo strutturale sulla fiscalità dell’energia. I rincari si scaricano infatti su un comparto già gravato da un peso fiscale eccessivo, come evidenziato anche a livello europeo. Non bastano quindi misure tampone: occorre una riforma che alleggerisca stabilmente il carico su energia e carburanti e renda il sistema meno esposto alle fiammate dei prezzi. L’Italia resta particolarmente vulnerabile agli shock energetici, che incidono sui costi delle imprese e sui bilanci delle famiglie, già molto compressi, producendo una contrazione dei consumi. Servono dunque strumenti strutturali”, conclude il leader della Confesercenti, “dall’accisa mobile alla riduzione degli oneri di sistema, per evitare che ogni nuova tensione sui mercati si trasformi in un freno per famiglie, imprese e domanda interna”.

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