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Ali Larijani
Ali Larijani, Segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale dell'Iran

L’Iran avverte Trump. Patriot turchi nel sud-est e timori a Washington

martedì, 10 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Lo scontro tra Stati Uniti e Iran continua ad alzare il livello della tensione mentre emergono segnali di preoccupazione anche all’interno dell’amministrazione americana. Da Teheran è arrivata una nuova risposta alle minacce del presidente Donald Trump, mentre in Europa e nel Golfo si moltiplicano le iniziative per proteggere il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.

A replicare alle dichiarazioni del presidente americano è stato Ali Larijani, figura di primo piano dell’apparato di sicurezza iraniano. In un messaggio diffuso sui social ha respinto le minacce provenienti da Washington, invitando Trump alla cautela.

Il popolo iraniano non ha paura delle vostre minacce vuote. Anche leader più potenti di voi non sono riusciti a eliminare l’Iran. Attento a non essere tu a essere eliminato”, ha scritto.

Le parole arrivano dopo che il presidente americano aveva avvertito che gli Stati Uniti colpirebbero l’Iran “venti volte più duramente” se Teheran tentasse di bloccare il passaggio del petrolio nello Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più importanti del mondo.

Il braccio di ferro riguarda proprio quel passaggio strategico attraverso cui transita circa un quinto delle esportazioni globali di petrolio e gas liquefatto. Negli ultimi giorni il traffico marittimo nell’area è già stato fortemente ridotto per il timore di attacchi e per le minacce iraniane contro le navi dei Paesi considerati ostili.

In questo quadro, mentre la retorica pubblica resta molto dura, dietro le quinte negli Stati Uniti emergono interrogativi sulla direzione del conflitto. Secondo il Wall Street Journal, alcuni consiglieri della Casa Bianca starebbero spingendo Trump a definire una strategia di uscita che eviti un’escalation prolungata con Teheran.

Difesa delle rotte marittime

Di fronte al rischio di nuove interruzioni della navigazione commerciale, alcuni Paesi europei stanno valutando misure di sicurezza congiunte. Regno Unito, Italia e Germania hanno avviato contatti per studiare possibili iniziative di protezione per le navi mercantili che attraversano lo stretto.

L’obiettivo è evitare che il conflitto in corso si trasformi in una crisi energetica globale. Il blocco di Hormuz, anche solo parziale, avrebbe infatti un impatto immediato sui prezzi del petrolio e sulle catene di approvvigionamento internazionali.

Patriot turchi nel sud-est

Nel frattempo anche la Turchia rafforza il proprio dispositivo militare. Ankara ha deciso di dispiegare batterie di difesa antimissile Patriot nel sud-est del Paese, vicino al confine con Siria e Iraq, nel timore che l’escalation regionale possa coinvolgere direttamente il territorio turco o le installazioni Nato presenti nell’area.

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