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Lancio di missili o sistemi di difesa israeliani durante il conflitto tra Iran e Israele

Iran rivendica attacco a petroliera Usa nel Golfo. Missili su Israele, droni in Azerbaigian, raid in Libano e nel Caucaso

Pasdaran: “Hormuz sotto controllo iraniano”. Raid israeliani, oltre 1.200 morti in Iran. Esplosioni a Abu Dhabi. Larijani avverte: “Un’invasione porterebbe alla morte di migliaia di soldati americani”. Europa rafforza la presenza militare tra Qatar e Cipro
venerdì, 6 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana ha rivendicato l’attacco contro una petroliera statunitense nel nord del Golfo, al largo del Kuwait. Secondo l’agenzia britannica di sicurezza marittima Ukmto l’esplosione avrebbe squarciato uno dei serbatoi della nave, provocando un incendio e la fuoriuscita di greggio. L’equipaggio è salvo, ma la nave avrebbe iniziato a imbarcare acqua. Il comandante ha segnalato una piccola imbarcazione allontanarsi subito dopo l’esplosione. Intanto Teheran annuncia che lo Stretto di Hormuz sarà “sotto controllo iraniano” per tutta la durata del conflitto. Secondo fonti del settore marittimo circa duecento navi risultano ferme nel Golfo mentre diverse petroliere sono state attaccate negli ultimi giorni, con un impatto immediato sui prezzi del petrolio e del gas.

Scontro con Israele

Sul fronte militare Israele ha lanciato la tredicesima ondata di bombardamenti dall’inizio dell’operazione avviata il 28 febbraio, su Teheran e sui quartieri meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah. In Iran il bilancio delle vittime avrebbe superato quota 1.200 morti secondo i media locali. In risposta Teheran ha lanciato nuovi missili balistici verso Tel Aviv e Gerusalemme. Non risultano vittime, ma le autorità israeliane mantengono lo stato di allerta nazionale, con aeroporti e gran parte delle scuole ancora chiusi nelle principali città. I Pasdaran rivendicano inoltre di aver colpito l’aeroporto Ben Gurion e una base militare israeliana con missili Khorramshahr 4.

Escalation in Libano e Caucaso

In Libano, l’esercito israeliano afferma di aver colpito oltre 320 obiettivi di Hezbollah dall’inizio delle operazioni e sostiene che circa 320 mila civili siano stati evacuati dall’area. Secondo il ministero della Salute libanese i morti sono almeno 77 e i feriti oltre 500, mentre più di 80 mila persone hanno lasciato le proprie case nel sud del Paese. Il conflitto si è esteso anche al Caucaso. L’Azerbaigian ha denunciato un attacco con droni contro l’aeroporto di Nakhchivan e ha chiuso temporaneamente una parte dello spazio aereo nel sud del Paese.

L’attacco avrebbe provocato almeno quattro feriti e danni allo scalo e alle aree circostanti. Baku ha convocato l’ambasciatore iraniano e rafforzato le misure di sicurezza al confine, ma Teheran nega ogni responsabilità e accusa Israele di voler aizzare tensioni tra i due Paesi. Il presidente azero Ilham Aliyev ha dichiarato che Baku “non è in guerra con l’Iran”, ma ha ordinato alle forze armate di prepararsi a eventuali rappresaglie. Nel frattempo esplosioni sono state segnalate ad Abu Dhabi mentre il Qatar afferma di aver intercettato tredici missili e quattro droni diretti verso il Paese.

Il dibattito USA

Negli Stati Uniti il Senato ha respinto con 53 voti contrari e 43 favorevoli la risoluzione democratica che chiedeva di limitare i poteri del presidente Donald Trump nel proseguire l’operazione militare contro Teheran. La Camera dei Rappresentanti si prepara ora a votare un provvedimento analogo che potrebbe imporre alla Casa Bianca di chiedere l’autorizzazione del Congresso per continuare la guerra. Il segretario del Consiglio di sicurezza iraniano Ali Larijani ha avvertito che un’eventuale invasione terrestre dell’Iran porterebbe alla cattura e alla morte di “migliaia di soldati americani”.

Europa e Regno Unito

Diversi Paesi europei stanno rafforzando la presenza militare nella regione. Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato l’invio di quattro caccia Typhoon in Qatar e di elicotteri Wildcat a Cipro, precisando che il Regno Unito non parteciperà direttamente agli attacchi. Il presidente francese Emmanuel Macron ha discusso la crisi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con il premier greco Kyriakos Mitsotakis. I tre leader hanno concordato un coordinamento europeo per rafforzare la sicurezza nel Mediterraneo orientale e garantire la libertà di navigazione. Il piano prevede anche il possibile dispiegamento di mezzi militari e sistemi di difesa nell’area di Cipro e nel Mediterraneo orientale per proteggere le rotte commerciali.

Parigi ha inoltre autorizzato temporaneamente l’uso di alcune basi militari francesi da parte di velivoli statunitensi. Lo stato maggiore francese ha precisato che gli aerei americani potranno operare solo per missioni di supporto e difesa dei partner regionali e non parteciperanno alle operazioni contro l’Iran.

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