0

Brevetti, Italia in corsa nel 2025: quasi 12mila domande, +18,2% in un anno

lunedì, 2 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Secondo il nuovo report sulle attività brevettuali della Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, struttura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Belpaese accelera ancora sul fronte dell’innovazione industriale. Dopo un 2024 già in crescita il 2025 segna dunque un ulteriore e deciso scatto in avanti: le domande di brevetto per invenzione industriale depositate sono state 11.996, con un aumento del 18,2% rispetto all’anno precedente, che a sua volta aveva fatto registrare un +7,4%. Il dato fotografa un sistema produttivo che non si limita a difendere le proprie posizioni, ma punta con decisione sulla valorizzazione della proprietà industriale.

L’Italia accelera sull’innovazione, come testimoniano anche i dati sulla crescita delle domande di brevetto industrialeha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso –. È il segno tangibile della vitalità delle nostre imprese, dei centri di ricerca e delle università, che continuano a trasformare le idee in valore e a creare prodotti unici, riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo, rafforzando la competitività del Paese”.

La crescita non riguarda soltanto le invenzioni industriali in senso stretto. Anche i brevetti per modello di utilità – quelli che tutelano miglioramenti tecnici e funzionali apportati a oggetti già esistenti – mostrano un andamento positivo. Le domande sono passate da 1.830 nel 2024 a 2.073 nel 2025, con un incremento del 13,2%. Un segnale importante, soprattutto per il tessuto delle piccole e medie imprese, dove l’innovazione spesso si manifesta attraverso perfezionamenti continui e soluzioni applicative che migliorano prodotti già presenti sul mercato.

Enti di ricerca

Un capitolo a parte merita il contributo del mondo accademico e degli enti di ricerca. Nel 2025 sono state presentate 594 domande di brevetto da parte di Università ed Enti pubblici di ricerca, con un balzo del 25% rispetto all’anno precedente. Un risultato che viene interpretato anche come effetto delle politiche di potenziamento degli Uffici di trasferimento tecnologico promosse dall’Uibm e della riforma dell’articolo 65 del Codice della Proprietà industriale, che ha superato il cosiddetto ‘professor privilege’, centralizzando la titolarità delle invenzioni in capo agli atenei e agli enti di ricerca.

Una modifica che ha rafforzato la capacità delle istituzioni accademiche di gestire in modo più strutturato la valorizzazione dei risultati scientifici. Nel complesso i titoli nazionali concessi dall’Uibm nell’ultimo anno sono stati 8.577. Di questi, 6.769 riguardano brevetti per invenzione industriale e 1.582 modelli di utilità. A essi si aggiungono 202 brevetti concessi in Italia su domande internazionali depositate secondo il Patent Cooperation Treaty e 24 certificati complementari di protezione per medicinali e prodotti fitosanitari.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti