L’attacco missilistico contro obiettivi strategici in Iran ha avuto ripercussioni immediate e globali: decine di compagnie aeree hanno sospeso i voli in tutto il Medio Oriente, mentre le autorità di aviazione civile di almeno undici Paesi hanno chiuso temporaneamente lo spazio aereo. L’azione, attribuita a Israele ma non ancora rivendicata ufficialmente, ha colpito infrastrutture militari nella regione di Isfahan, provocando una risposta diplomatica furiosa da Teheran e un’ondata di allerta in tutta l’area.
La Federal Aviation Administration statunitense ha emesso un avviso urgente per evitare il sorvolo dell’Iran, dell’Iraq e del Golfo Persico, mentre l’ICAO ha attivato una procedura di emergenza per coordinare le rotte alternative. Emirates, Qatar Airways, Turkish Airlines e Air India hanno cancellato decine di voli, mentre Lufthansa e British Airways hanno deviato i collegamenti verso l’Asia. Anche compagnie cinesi e russe hanno annunciato modifiche alle rotte, segno che la crisi ha superato i confini regionali. L’impatto non è solo logistico. L’interruzione del traffico aereo ha messo in difficoltà migliaia di passeggeri, bloccati in scali come Dubai, Doha e Istanbul, mentre le autorità iraniane hanno rafforzato la sicurezza negli aeroporti e nelle principali città.
Il governo di Teheran ha accusato Israele di aver violato il diritto internazionale e ha minacciato una “risposta proporzionata e devastante”, alimentando il timore di una spirale militare che coinvolga anche gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo. Secondo fonti diplomatiche, l’attacco sarebbe stato una risposta all’aggressione iraniana contro il territorio israeliano avvenuta la settimana precedente, ma la rapidità e la precisione dell’operazione indicano una pianificazione avanzata. L’ONU ha convocato una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza, mentre l’Unione Europea ha chiesto “moderazione e rispetto delle convenzioni internazionali”.



