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Cardinale Angelo Bagnasco
Cardinale Angelo Bagnasco

A margine di un’intervista al Cardinale Bagnasco

domenica, 1 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Nei giorni scorsi é apparsa sulla stampa quotidiana un’intervista al Cardinale Angelo Bagnasco, che ancora una volta ha fatto dono del suo magistrale insegnamento non solo ai suoi confratelli, ma anche a noi laici impegnati nel sociale e/o in politica.

In poche ma chiarissime risposte alle puntuali domande del bravo vaticanista, non solo sull’attualità (vedi l’ attuale vicenda referendaria sulla giustizia), ma anche sulle grandi direttrici di marcia della Chiesa italiana e del mondo cattolico, il già presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha indicato molto chiaramente, come é suo costume, nella sostanza, i principi cardini della Dottrina Sociale della Chiesa. Spetta infatti ai laici cattolici secondo la Dottrina sociale impostare correttamente i problemi contingenti e concreti che si pongono all’uomo di oggi; interpretare la realtà politica, sociale ed economica, “esaminandone la conformità o la difformità con le linee dell’insegnamento del Vangelo” e cercare di realizzare un progetto politico e sociale per il bene, la giustizia e la pace in vista e nella speranza del regno di Dio.

Il Magistero, infatti, nel corso della storia non si è limitato solamente ad affermare e sostenere queste verità, ma ha fornito sempre alla comunità cristiana criteri per giudicare le singole situazioni, le strutture sociali, i comportamenti umani, le istituzioni in modo che tutto il suo sapere non fosse solamente teorico, ma anche pratico ed orientato all’azione concreta.

E’ evidente, d’altro canto, che pur rivendicando sempre e quando necessario il suo diritto-dovere di pronunciare giudizi morali sulle questioni politiche, sociali, economiche e culturali, la Chiesa sa bene che il passaggio tra il piano dottrinale e quello pratico presuppone mediazioni che sono di natura, appunto, politica, sociale, economica e culturale, per le quali sono prevalentemente competenti i laici, ai quali è affidato in modo particolare il compito di calare nella realtà, avvalendosi della Dottrina Sociale, il messaggio evangelico.

Proprio per questo la Chiesa non offre un particolare modello di vita sociale, né è legata a nessun sistema politico ed invita perentoriamente i propri ministri a mantenersi fuori da ogni partito politico e ad evitare di dare appoggi preferenziali a questa o quella organizzazione al fine di conservare meglio la propria libertà nell’opera di evangelizzazione della realtà politica e di evitare di creare inutili divisioni nel popolo di Dio.

Si tratta perciò, da parte dei membri dell’episcopato, di aiutare tanti credenti ad approfondire il senso ultimo della partecipazione alla vita sociale e politica, in modo che si vada diffondendo sempre più non solo nell’ambito cattolico, ma anche nell’intera società la consapevolezza che siano le persone – e non le classi o lo Stato o le masse o i partiti – ad essere i soggetti attivi e responsabili della vita sociale e che perciò esse debbano avere il primato sulle strutture sociali e su qualsiasi altro tipo di organizzazione.

Riccardo Pedrizzi

Riccardo Pedrizzi

Presidente Nazionale del CTS dell'UCID

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