Le autorità cubane hanno annunciato che quattro persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco a bordo di un motoscafo registrato negli Stati Uniti, in un episodio che rischia di alimentare nuove tensioni tra L’Avana e Washington. L’imbarcazione, secondo la versione fornita dal Ministero dell’Interno cubano, sarebbe entrata nelle acque territoriali dell’isola nelle prime ore del mattino, quando un gruppo armato avrebbe aperto il fuoco contro i passeggeri. Le vittime non sono state identificate ufficialmente, ma fonti locali parlano di cittadini cubani coinvolti in un tentativo di migrazione irregolare.
Il governo cubano ha definito l’accaduto “un atto di violenza brutale” e ha sottolineato che l’imbarcazione era immatricolata negli Stati Uniti, un dettaglio che L’Avana considera rilevante per chiarire eventuali responsabilità. Le autorità statunitensi, dal canto loro, non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma funzionari anonimi citati da media internazionali invitano alla cautela, ricordando che la dinamica dell’incidente resta poco chiara e che non è stato accertato chi abbia sparato né per quale motivo. L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da tensioni legate ai flussi migratori nello Stretto della Florida, dove negli ultimi mesi si è registrato un aumento delle partenze clandestine e degli interventi della Guardia Costiera.
Cuba accusa da tempo gli Stati Uniti di incoraggiare l’emigrazione irregolare attraverso politiche che, a suo dire, creano aspettative irrealistiche e incentivano viaggi pericolosi. Washington, invece, punta il dito contro la crisi economica e politica dell’isola, che spinge molti cittadini a tentare la fuga. Mentre le indagini proseguono, il governo cubano ha chiesto una cooperazione immediata con le autorità statunitensi per ricostruire i fatti e identificare i responsabili.



