Wall Street ha vissuto una delle sue giornate più turbolente dell’anno: il Dow Jones ha perso oltre 800 punti in apertura, trascinato dal crescente nervosismo degli investitori per una possibile interruzione nelle catene di sviluppo dell’intelligenza artificiale e per l’incertezza legata ai nuovi dazi commerciali. Il sell‑off ha colpito in particolare i titoli tecnologici, con il Nasdaq in forte calo e l’S&P 500 in rosso su tutti i principali settori.
A scatenare la fuga dagli asset rischiosi è stato un mix di fattori. Da un lato, indiscrezioni su possibili restrizioni alla fornitura di chip avanzati e componenti critici per l’AI hanno alimentato il timore di un rallentamento improvviso nella corsa tecnologica. Dall’altro, il dibattito politico sui dazi — con nuove misure allo studio e tensioni crescenti con partner commerciali chiave — ha riacceso lo spettro di una guerra commerciale di nuova generazione. Le aziende più esposte all’intelligenza artificiale hanno guidato il ribasso, mentre i titoli industriali e manifatturieri hanno risentito delle prospettive di costi più elevati e di un possibile calo della domanda globale.
Gli analisti parlano di “correzione tecnica”, ma avvertono che la volatilità potrebbe proseguire finché non emergeranno segnali più chiari sulla politica commerciale e sulla stabilità delle catene di approvvigionamento tecnologiche. Nel frattempo, il Tesoro e la Federal Reserve seguono da vicino la situazione, consapevoli che un crollo prolungato potrebbe influenzare la fiducia dei consumatori e complicare il percorso già delicato della politica monetaria. Per gli investitori, è una giornata da ricordare: un promemoria che, nell’economia dell’AI, basta un inciampo per far tremare l’intero mercato.



