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Cartello dei costruttori di autocarri, sentenza storica a Milano

Il Tribunale riconosce le ragioni di CNA Fita: risarcimento dell’8% alle imprese di autotrasporto
lunedì, 2 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Con una sentenza destinata a segnare un precedente nel contenzioso antitrust italiano, il Tribunale di Milano ha riconosciuto le ragioni di Cna-Fita nel procedimento contro il cartello dei costruttori di autocarri, avviato il 19 luglio 2016 a seguito dell’accertamento della Commissione Europea. Secondo Bruxelles, i principali produttori di camion avevano operato per anni attraverso un cartello illecito, coordinando i prezzi a danno degli acquirenti.

Azione risarcitoria

Nel 2017 CNA Fita, con il supporto dello Studio Legale Scoccini & Associati e di A.L.I. Antitrust Litigation Investment SpA, ha promosso un’azione risarcitoria assumendosi la responsabilità di una lunga e complessa battaglia legale contro i grandi colossi industriali del settore.

Sentenza storica

A distanza di quasi dieci anni, il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza che, pur non essendo ancora passata in giudicato, è già considerata di portata storica. Nel primo giudizio relativo al “Cartello dei Costruttori di Autocarri” promosso dagli associati CNA Fita, i giudici hanno riconosciuto alle imprese un risarcimento pari all’8% del prezzo di acquisto, corrispondente a una media di circa 13.000 euro per singolo camion, interessi inclusi.

Strategia associativa premiata

La decisione conferma la validità della strategia adottata da Cna-Fita, già premiata nel 2017 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato come migliore iniziativa nel mondo associativo, e che oggi si traduce in un risultato concreto a tutela delle imprese di autotrasporto.

Azione lungimirante

“Questa sentenza testimonia la lungimiranza della nostra associazione”, commentano i vertici di Cna- Fita, “Mentre il mercato proponeva soluzioni sbrigative da 700 euro a mezzo, abbiamo scelto di lottare per restituire dignità e reale valore economico ai nostri trasportatori”.

La quota del risarcimento

Il Tribunale ha riconosciuto il risarcimento sulla base delle analisi economiche dei consulenti degli associati Cna-Fita, anche in considerazione del rifiuto di alcune case costruttrici di giungere a soluzioni transattive eque. L’importo riconosciuto supera la media dei risarcimenti liquidati in via equitativa dai tribunali europei, che si attestano intorno al 5%. Il risultato rafforza il ruolo della rappresentanza associativa come strumento di tutela più efficace per le piccole e medie imprese.

La richiesta dei rimborsi

Cna-Fita ricorda infine che è ancora possibile aderire all’azione per richiedere i rimborsi relativi al cartello degli autocarri per i veicoli acquistati nel periodo 1997–2011.

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