domenica, 25 Ottobre, 2020
Lavoro

La raccolta d’autunno. Coldiretti: via libera a 18 mila lavoratori extra Ue in agricoltura. Nuovi incentivi anche per gli italiani

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Un via libera che salva la raccolta dei prodotti agricoli autunnali. Il disco verde è per l’ingresso di 18mila lavoratori stagionali extracomunitari. A renderlo noto è la Coldiretti nel sottolineare gli effetti del decreto flussi 2020 del Viminale, pubblicato in Gazzetta ufficiale. Si potrà avere il permesso con la presentazione delle domande telematiche che potranno essere inviate fino al 31 dicembre utilizzando il sistema disponibile sul sito del Ministero dell’Interno. Gli arrivi sono particolarmente rilevanti per combattere la carenza di lavoratori stagionali stranieri in agricoltura frenati anche dai vincoli alle frontiere e dalla quarantena.

“Il provvedimento è importante per il lavoro nelle campagne in autunno che”, ricorda la Coldiretti, “è uno dei momenti più delicati dell’intera annata agraria, con le attività di raccolta in pieno svolgimento, e molte imprese che rischiano di trovarsi a ranghi ridotti i proprio nella fase più calda della vendemmia e della raccolta delle olive e della frutta”. Molte imprese tirano un sospiro di sollievo trovandosi già in difficoltà o nella indecisione di poter contare sui lavoratori.

“Si tratta di una opportunità che”, precisa la Coldiretti, “consente di garantire professionalità ed esperienza alle imprese agricole italiane grazie al coinvolgimento temporaneo spesso delle medesime persone che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese”. Per la Confederazione inoltre c’è il richiamo alle opportunità che possono avere i lavoratori italiani che possono usufruire di garanzie economiche migliori.

“Una esigenza che va accompagnata”, illustra la Coldiretti, “da misure per favorire l’accesso al lavoro degli italiani come l’introduzione di voucher semplificati per consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà”. Il meccanismo di ingresso deciso dal Ministero dell’Interno riguarda numerosi Paesi extra europei.
“Il decreto”, spiega la Coldiretti, “riguarda ingressi di cittadini non comunitari per lavoro subordinato stagionale impegnati nei settori agricolo e turistico alberghiero di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina”. Nel decreto ci sono quote di ingresso e anche dove dovranno essere impiegati i lavoratori. È una novità fortemente sollecitata dalla Coldiretti, si tratta della previsione di ingresso calcolata in 6mila unità riservate alle Associazioni di categoria per i propri associati che si avvalgono per l’invio delle istanze delle associazioni stesse, a norma delle previsioni del primo comma dell’art. 24 del T.U. immigrazione.

“Il Decreto flussi”, precisa la Coldiretti, “arriva peraltro in occasione dell’annuncio della riduzione dei tempi di quarantena a dieci giorni, sulla base delle ultime evidenze scientifiche, particolarmente importante per i lavoratori provenienti dall’estero. Nel 2020”, ricorda ancora la Coldiretti, “si sono praticamente ridotti di circa 1/3 i lavoratori stranieri nelle campagne italiane a causa dalle misure di sicurezza anti contagio, del lockdown e dai necessari vincoli posti alle frontiere ai braccianti dall’estero che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese”. Infine la conta dei danni arrecati dal blocco.

L’assenza dei lavoratori stranieri ha messo in grave difficoltà le campagne dove”, conclude la Coldiretti, “si è registrato un crollo record del 7% delle ore lavorate in agricoltura secondo gli ultimi dati divulgati dall’Istat relativi al secondo trimestre 2020”.

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