Il Bangsamoro Autonomous Region in Muslim Mindanao (BARMM) ha vissuto lunedì una giornata storica: la sua prima elezione parlamentare, considerata un passo decisivo nel lungo cammino verso l’autogoverno dopo decenni di conflitti e insurrezioni.
La regione, a maggioranza musulmana, è nata dal processo di pace del 2014 che vide il più grande gruppo ribelle islamico rinunciare alla creazione di uno Stato indipendente in cambio di una più ampia autonomia. Circa 40.000 combattenti si impegnarono a deporre le armi e reintegrarsi nella vita civile, aprendo la strada alla costruzione di istituzioni locali.
I numeri della consultazione e la sicurezza
Il voto, che assegna 80 seggi parlamentari, coinvolge cinque province, tre città e 63 villaggi, con quasi 2,4 milioni di elettori. Le autorità prevedono un’affluenza vicina all’80%, dopo anni di rinvii. Più di 20.000 soldati e agenti di polizia sono stati dispiegati per garantire la sicurezza, mentre pattuglie armate sorvegliano le strade.
Le criticità e la speranza per il futuro
Nonostante l’atmosfera generalmente pacifica, la vigilia del voto è stata segnata da episodi di violenza. A Cotabato City, una sparatoria ha causato tre morti e quindici feriti, spingendo la Commissione Elettorale a porre la città sotto amministrazione diretta. In Basilan, invece, il ritrovamento di schede pre-compilate in oltre metà dei seggi ha portato alla sospensione temporanea del voto e alla ristampa delle schede.
Il presidente della Commissione, Erwin Garcia, ha dichiarato che chi tenterà di “seminare violenza o comprare voti” sarà perseguito, ricordando che queste elezioni “si fondano su generazioni di lotta per la terra, l’identità e l’autodeterminazione”.
Dal 1970, il conflitto nel sud delle Filippine ha causato circa 150.000 vittime tra combattenti e civili, frenando lo sviluppo della regione più povera del Paese. Per anni, Mindanao è stata rifugio di gruppi affiliati ad al-Qaida e allo Stato Islamico, prima che un’offensiva sostenuta dagli Stati Uniti indebolisse i militanti. Ora, con il voto del Bangsamoro, le Filippine cercano di consolidare una pace fragile ma storica. Il nuovo parlamento eleggerà presto il capo del governo regionale, simbolo di una speranza che, dopo mezzo secolo di sangue e divisioni, potrebbe finalmente trasformarsi in stabilità.





