L’elezione del governatore di Okinawa ha prodotto una sorpresa destinata ad avere ripercussioni sulla politica nazionale giapponese. Secondo le proiezioni dei media, tra cui NHK, il candidato sostenuto dal Partito Liberal Democratico (LDP), Genta Koja, ha sconfitto l’uscente Denny Tamaki, che correva per un terzo mandato.
Il risultato, non ancora ufficiale ma indicato dagli exit poll, rappresenta un successo per il governo della premier Sanae Takaichi, che aveva appoggiato apertamente Koja. La coalizione che lo sosteneva era ampia: oltre al LDP, figuravano il Japan Innovation Party, il Democratic Party for the People, Sanseito, il Conservative Party of Japan e la sezione prefetturale di Komeito. Tamaki, invece, era sostenuto dal Constitutional Democratic Party of Japan e dal Partito Comunista Giapponese.
I temi del voto
La campagna è stata dominata da due temi centrali: la controversa relocation della base dei Marines USA di Futenma, da Ginowan a Henoko, e la necessità di rilanciare l’economia locale. Tamaki aveva costruito gran parte della sua carriera politica sull’opposizione al trasferimento della base, mentre Koja ha promesso un approccio più pragmatico e collaborativo con Tokyo. Il voto arriva in un momento delicato per il governo Takaichi, che vede in Okinawa un banco di prova della propria capacità di consolidare il consenso nelle regioni più critiche. La vittoria di Koja potrebbe rafforzare la posizione della premier, soprattutto in vista delle future sfide interne al LDP.
Gli altri candidati
Oltre ai due principali contendenti, hanno partecipato quattro candidati esordienti: Shun Kaneshima (48 anni), presidente di un’azienda; Masahiro Sueyoshi (73), dirigente di una corporazione medica; Takashi Higa (49), rappresentante aziendale; e Chosuke Yara (74), leader di un’organizzazione politica. Nessuno di loro è riuscito a scalfire il duello tra Koja e Tamaki. Se le proiezioni saranno confermate, l’elezione segnerà una svolta nella politica di Okinawa, con un nuovo governatore sostenuto da un fronte conservatore ampio e deciso a ridefinire il rapporto della prefettura con il governo centrale e con la presenza militare statunitense.





